Proseguono le indagini sulla sparatoria avvenuta ieri nella Questura di Trieste e nella quale sono morti due agenti. Si vuole innanzitutto puntare l’attenzione sulle prima fase della drammatica vicenda. A questo proposito sono state sequestrate le fondine delle due vittime per verificarne l’integrità. Da una prima analisi non risulterebbero danni da comprometterne la funzionalità. Ma sulla tragedia e sul presunto difetto delle fondine è intervenuto Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) che in una nota afferma:  “Sarebbe stato un difetto nelle fondine in dotazione al personale della Polizia di Stato a costare la vita ai due agenti uccisi oggi a Trieste. Uno dei due agenti aveva già avuto problemi con la fondina rotante e gliene era stata data un’altra di vecchio tipo che non permette di bloccare l’arma al suo interno. All’altro collega che invece aveva la nuova fondina rotante – spiega Paoloni – è stata sfilata l’arma insieme al dispositivo di contenimento, poiché il supporto ha ceduto rompendosi. Questo è un difetto che come Sap stiamo denunciando da circa un anno con continue note al Dipartimento, il quale giorni fa ci ha anche risposto dicendo che sono in corso verifiche volte alla ricerca di soluzioni per le criticità rilevate. Abbiamo sempre denunciato questa anomalia che stavolta si è rivelata fatale. Se la dinamica dovesse essere confermata – conclude – sarebbe di una gravità inaudita e qualcuno dovrà assumersene la responsabilità”.

E dalle indagini emerge che non c’è nessun capo di accusa contro Carlysle Stephan Meran, fratello di Alejandro Augusto, 29 anni, fermato con l’accusa di duplice omicidio di due agenti della questura di Trieste, freddati ieri pomeriggio negli uffici di Tor Bandena. Il 32enne di origine domenicana aveva avvertito gli agenti che poche ore prima il fratello, affetto da disturbi psichici, aveva rubato uno scooter a una turista. Una volta in questura Alejandro Augusto ha chiesto di andare in bagno, ma una volta uscito è riuscito a impossessarsi della pistola dell’agente Pierluigi Rotta e a uccidere lui e il collega Matteo Demenego. Impaurito Carlysle Stephan Meran si è prima rifugiato all’interno dell’ufficio dell’Upg – l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico – “sbarrando la porta con una scrivania” fanno sapere dalla questura, poi, non sentendo più gli spari, “scappava nei sotterranei della questura, dove veniva individuato e bloccato dagli agenti”. Smentita la notizia, diffusa nella concitazione, che anche lui fosse armato. Il 32enne è stato sentito come testimone subito dopo il duplice omicidio. Omicidio plurimo e tentato omicidio nei confronti del piantone della Questura. Questa l’accusa per Alejandro Augusto Stephan Meran, il domenicano che ha ucciso i due poliziotti della Questura di Trieste. Si è in attesa della convalida da parte del Gip della custodia cautelare in carcere, richiesta dagli inquirenti per il pericolo di fuga e di reiterazione del reato.

La Redazione
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