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"Penso la droga". Così Dario Vassallo ha risposto a una domanda sul possibile movente dell'omicidio del primo cittadino e facendo riferimento alla lotta del sindaco contro lo spaccio. Dario Vassallo ha parlato anche di Costabile Maffia, all'epoca maresciallo dei carabinieri della stazione di Pollica "che ha avuto il coraggio di querelarmi, e lo stesso hanno fatto altri 7 carabinieri, perché riferii che Angelo mi ha detto 'i carabinieri del posto sono una nullità". Ha citato anche Domenico Pisani, ufficiale dei carabinieri, "che mi ha querelato solo due volte". Un altro carabiniere citato e' stato Lazzaro Cioffi, ma questa parte dell'audizione è stata secretata. Prima, in audizione aperta, aveva fatto riferimento anche all'attuale comandante provinciale del'Arma dei carabinieri a Frosinone, Fabio Cagnazzo, dicendo che nelle ore successive al delitto era sul posto dell'agguato e a suo dire senza averne diritto o pertinenza. Ha citato anche Alfredo Greco, che all'epoca del delitto era sostituto procuratore di Vallo della Lucania e pm di turno e quindi titolare dell'inchiesta, e che secondo lui "mente, e mi attiverò perché dal punto di vista legale possa pagare" per le sue affermazioni, come quella di aver fatto 'isolare' la zona del delitto ed invece ci sono immagini che mostrano "17 persone" che li' non dovevano esserci durante il sopralluogo, e tra loro appunto Cagnazzo. E Dario Vassallo ha riferito che ci sono immagini nelle quali si vede Greco conversare, 'dargli anche un buffetto', con l'ufficiale dell'Arma. Vassallo, nel corso dell'audizione, ha anche fatto riferimento alla sparatoria avvenuta nel maggio 2011 a Cecchina, che provoco' due morti, per cui una donna fu arrestata: in quella occasione le due vittime che, come ha sottolineato il presidente della Fondazione, erano "trafficanti di droga", furono uccise con una pistola dello "stesso modello di quella che ha ucciso Angelo. Furono fatte le prove balistiche, ma chiedo di ripetere, a distanza di nove anni, le prove balistiche perché le tecnologie sono cambiate". Si diceva del movente: uno dei componenti della commissione chiede se all'epoca ci fossero grosse speculazioni edilizie che fermate dal sindaco avessero poi ingenerato risentimento in qualcuno. "Angelo - ha risposto Dario Vassallo - non guardava in faccia nessuno, c'erano delle regole e le faceva rispettare. Non c'erano costruzioni megagalattiche, oggi ci sono, c'e' grande speculazione edilizia. Non c'erano grosse cose...anche se c'era un signore di Nola", e qui è seguita la secretazione di questa parte. E quindi la conclusione dell'audizione
Omicidio Vassallo, i dubbi di Dario davanti alla commissione antimafia: 'Troppe stranezze sul luogo del delitto'
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