. Rinasce il Complesso di Santa Maria del Popolo degli Incurabili. Nell’elegante Sala della Meridiana, al secondo piano del Museo Archeologico Nazionale di , il MANN, si è tenuta la presentazione del quadro esigenziale e degli indirizzi metodologici, relativi all’intervento di riqualificazione, restauro e rifunzionalizzazione del Complesso di Santa Maria del Popolo degli Incurabili. Il Direttore Generale della ASL 1 Centro, l’Ingegnere : Siamo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il MANN, una location all’altezza della giornata, è un pomeriggio molto importante, ed anche per noi un gran pizzico di emozione. Il 6 aprile 2019, il crollo di una parte degli Incurabili, a 203 giorni di distanza, presentiamo il lavoro che ci permette di illustrare il quadro esigenziale del progetto internazionale che si era bandito tra un mese. E’ un momento importante, perche’ significa che questi 203 giorni non abbiamo perso neanche un minuto, per dare la massima attenzione a quello che e’ un pezzo di storia della citta’ di Napoli. Un pezzo di storia che deve continuare a far storia, e quindi oggi ci sentiamo protagonisti di questo legame, che ci lega al passato, e non vogliamo assolutamente perdere l’occasione perche’ tra un po’ di anni, tra 10,50,100 anni, qualcuno potra’ riconoscere a questo gruppo di lavoro e alla Giunta Regionale che ci ha messo 100 milioni di euro dopo soli 18 giorni, che il Complesso Monumentale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, continua a fare storia su Caponapoli. Direttore Verdoliva, lei e’ un orgoglio di questa citta’ di Napoli, la Campania, ci dice una sua considerazione per tutto quello che fa’, e il buon lavoro svolto ? Lo faccio con passione, e soprattutto per il rispetto dei cittadini, per il rispetto di chi dandomi un incarico cosi’ prestigioso, mi ha dato fiducia, che va’ onorata con il lavoro, l’impegno e la passione. Un giorno come questo lo abbiamo cominciato a sognare dal 6 aprile, questo è l’organigramma dell’azienda Sanitaria locale, Napoli 1 Centro, 10,000 dipendenti, 1 milione di cittadini da servire, un bilancio di 1 miliardo e 800 milioni di euro, e gli Incurabili, nella nostra organizzazione, sono questo pezzetto, ma nonostante la responsabilita’, importante, che abbiamo per un’azienda cosi’ complessa, articolata, e che ho voluto disegnare sin dal primo giorno per non dimenticarlo e non farlo dimenticare a nessuno, gli Incurabili per noi, ha avuto un momento di grande attenzione, “ voglio farvi ripercorrere molto rapidamente gli accadimenti dall’8 febbraio”. C’e’ stato il fonogramma dei Vigili del Fuoco, e io poi, Commissario, che mi sono insediato esattamente il giorno dopo, in quel giorno il Presidente De Luca, mi ha detto: ” Vada all’ASL e la rivolti come un calzino “, pensavo di trovare un calzino, puzzolente, sporco, ma ho trovato invece un’Azienda piena di donne e uomini professionisti della Sanita’ che non aspettavano altro che cogliere l’occasione per riprendersi la dignita’ morale e professionale. E a loro va’ il mio grazie. E ci permette di essere orgogliosi di quello che e’ l’Azienda Sanitaria, che ho l’onore di guidare. Ma era un calzino rivoltato al contrario, e quindi sta’ a me rimetterlo in ordine. Il 9 febbraio, il giorno dopo questo fonogramma, mi sono insediato, sono ingegnere, quindi il mio primo sopralluogo l’ho fatto personalmente agli Incurabili il 9 febbraio, il 10 immediatamente abbiamo attivato un supporto specialistico con la Federico Secondo, e il 24 marzo c’e’ stato il crollo del solaio dietro l’altare maggiore di Santa Maria del Popolo. Anche li’, sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che ci hanno dedicato giornate e ore, ore di lavoro, per rendere sicuri la nostra frequentazione, che soprattutto a loro va’ il nostro ringraziamento, e la Protezione Civile del Comune di Napoli, abbiamo il 25 marzo da 1 giorno dal crollo, attivato il monitoraggio del sottosuolo, e l’aggiornamento del quadro fessurativo, perche’ il problema era, che stava venendo meno quella forza che e’ l’interazione tra il sottosuolo e il contenitore fabbricato. Il 4 aprile abbiamo avuto una relazione tecnica da parte dell’ufficio tecnico, e il 5, avevamo scritto al Comune perche’ ci dovesse aiutare a sgomberare un’ala degli Incurabili, una parte che era quella relativa alla Farmacia, alla Chiesa e agli alloggi. Il 6 aprile, sono stato agli Incurabili, ma purtroppo quel giorno stesso, il quadro evolutivo del quadro fessurativo, stava raggiungendo un momento delicatissimo, da Ingegnere quando si riesce a mettere la mano in una fessura, “i nostri professori all’universita’, ci dicevano, scappa, perche’ sta’ crollando”, fessure a 45 gradi, addirittura verticali, un quadro molto preoccupante, ricordo di aver chiamato il Professore Cosenza, e il Professore Prota, perche’ ero “spaventato”. Alle 15,50 ho dichiarato “il fuori tutti”, e iniziata una macchina favolosa la mia, un’organizzazione perfetta, alle 17,30 abbiamo dichiarato il trasferimento dell’Ospedale, alle 21,30 abbiamo dichiarato ed eseguito il trasferimento dei nuclei familiari, e a questo punto, potevamo chiudere e basta. Ci siamo invece, rimboccati le maniche, da subito ci siamo messi a lavoro, e abbiamo pensato, “e’ proprio una bella sfida”, ma a noi, le sfide ci piacciono, qualcuno ricorda che, nel 2009 la stessa frase l’abbiamo detta quando abbiamo cominciato a parlare dell’Ospedale del Mare, e poi nel 2017-18,l’abbiamo anche attivata, a noi le sfide non ci spaventano, perche’ siamo quelli che ogni giorno siamo a lavoro per garantire salute. E ogni emergenza, richiede quindi, una gestione tempestiva ed efficace. “Ho scelto di essere in prima linea, come sempre, perche’ le cose, mi piace andarmele a vedere, non mi piace che me le raccontino”, perche’ quando poi arriva sempre un po’ di storia. Abbiamo cominciato subito un ulteriore procedimento, e il 7 aprile il giorno dopo, abbiamo costituito l’ufficio sfollati, abbiamo tolto la casa a 21 nuclei familiari, ai quali va’ il mio ringraziamento, perche’ hanno sofferto in silenzio, e per tanto tempo, e torneranno in quelle case, ristrutturate, questo è un impegno che abbiamo preso dal primo momento. Il 9 aprile abbiamo riunito gli attori coprotagonisti dei procedimenti burocratici, il 22 aprile c’e’ stata la riunione della cabina di regia presieduta dal Presidente della Giunta della Regione Campania, abbiamo santificato le feste. E il 23 aprile, ho richiesto un finanziamento, il 24 di aprile, cioè (18 giorni dal fuori tutti ), l’aggiunta della Regione Campania presieduta dal Presidente De Luca, ci ha assegnato, 100 milioni, perche’ senza soldi questo intervento non poteva neanche essere sognato. Abbiamo riunito i massimi esperti in tutte le materie che servono per ridare la vita agli Incurabili, una sfida che oramai a molti, era ritenuta gia’ persa. Il 29 giugno, abbiamo avuto l’attenzione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Direzione Generale Archeologica Belle Arti e Paesaggio, la Direzione generale Musei e direzione generale dell’Educazione e della Ricerca, ho firmato come allora ancora Commissario straordinario, un protocollo perche’ in questi anni che ci vorranno per ristrutturare, riqualificare, e restaurare, e dare rifunzionalizzazione agli Incurabili, i beni artistici non possono essere chiusi negli armadi. Il 6 giugno, il 10 luglio, il 25 luglio, ci siamo riuniti ancora con gli esperti lavorando, e ad agosto abbiamo finito, incominciando a raccogliere tutti i lavori, e oggi 26 ottobre presentiamo il quadro esigenziale e gli indirizzi metodologici, propedeutici al documento di indirizzo progettuale, che sara’ pubblicato entro il mese di novembre, e’ un progetto la cui parcella vale 5 milioni di euro, per progettare lavori che valgono 65 milioni di euro, e’ un procedimento importante, anche molto delicato sotto tanti profili. Saremo le sentinelle della legalita’, della legittimita’, della trasparenza, perche’ quest’opera e questo risultato, non dovra’ avere nessuna macchia. «Sarà una struttura socio- sanitaria a valenza mista ospedaliera post acuzie e territoriale e una straordinaria struttura museale e culturale». Previsto anche il recupero delle unità abitative storiche. L’intervento di riqualificazione, restauro e rifunzionalizzazione del complesso di Santa Maria del Popolo degli Incurabili si pone un duplice obiettivo: Una nuova struttura socio-sanitaria a valenza mista ospedaliera post acuzie e territoriale e un’articolata e ampia struttura museale e culturale oltre che il recupero delle unità abitative storiche. Se il primo obiettivo asseconda l’originaria e secolare destinazione a nosocomio pubblico, il secondo obiettivo riprende ad una naturale vocazione dell’ che di fatto è già un museo di per se stesso. «Abbiamo messo in campo un progetto straordinario, che porterà ad un risultato mai realizzato prima in Italia e senza eguali nel resto d’Europa- spiega il direttore generale – Mettendo in campo enormi professionalità, siamo riusciti a mantenere la promessa fatta all’indomani dello sgombero: fare in modo che dall’enorme dramma potesse nascere un’opportunità nuova per l’intera cittadinanza, unendo la fusione assistenziale a quella storico-culturale. Naturalmente – ribadisce Verdoliva – nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza il fattivo intervento della Regione e senza il sostegno costante del Presidente Vincenzo De Luca. Ricordo ancora – conclude Verdoliva – la sera dello sgombero, la sensazione di sconfitta e il desiderio di riscatto. Quella sera ho fatto una promessa a me stesso e a tutti coloro che amano questo meraviglioso complesso museale. Oggi, grazie a tutta la squadra dell’ASL Napoli 1 Centro, mantengo quella promessa». Il complesso monumentale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili, fin dalla sua fondazione, è stato deputato ad essere luogo di ricovero, diagnosi e cura per volere della venerabile Maria Longo. Si è ritenuto di dover preservare la naturale vocazione dell’edificio conservandone, in maniera sostanziale, anche la destinazione sanitaria e rispettarne la storia nel XVI secolo l’Ospedale Incurabili accoglieva tutte quelle persone che non avevano la possibilità di ricevere cure adeguate per mancanza di mezzi e possibilità (gli incurabili). A distanza di cinque secoli il Presidio Incurabili recupera la sua vocazione, ma con una chiave di lettura moderna: Accoglierà quei pazienti, che per mancanza di strutture alternative, sono oggi assistiti in setting comunque inappropriati. Per queste destinazioni funzionali sarà usata una superficie di circa 12.900 mq (il 60% della superficie complessiva). Si è scelto di realizzare all’interno degli antichi ambienti il primo esempio in Campania di una struttura socio -sanitaria a valenza mista ospedaliera post acuzie e territoriale con la creazione di un “Presidio Multidisciplinare Integrato. Un luogo di diagnosi, cura e riabilitazione destinato ad accogliere pazienti in dimissione dalle strutture nosocomiali o provenienti dal domicilio, bisognevoli di assistenza in un setting differente da quello ospedaliero. È un modello assistenziale che nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza e appropriatezza, nonché dei principi etici, si pone l’obiettivo di alleggerire l’impegno richiesto ai familiari di pazienti fragili e quindi riabilitazione, lungodegenza ed Ospedale di comunità, oggi non presenti in alcuna struttura pubblica della città di Napoli, costituiranno il nucleo di degenza della struttura. Gli Incurabili sarà anche luogo di accoglienza dei pazienti con Alzheimer e demenze, ancora oggi spesso segregati ed isolati. Gli Incurabili come struttura socio-sanitaria a valenza mista ospedaliera post acuzie e territoriale I numeri: ATTIVITÀ di RICOVERO OSPEDALIERO riabilitazione: 12 posti letto di riabilitazione cardiologica, 12 posti letto di riabilitazione neurologica, 12 posti letto di riabilitazione fisica e motoria. Lungodegenza: 20 posti letto di lungodegenza post acuzie. Si realizza per la prima volta nella Città di Napoli, una struttura pubblica di lungodegenza destinata ad accogliere quei pazienti che, conclusa la fase acuta del ricovero, necessitano di un prolungamento dell’intervento assistenziale ospedaliero, presentando una situazione funzionale compromessa (solitamente pazienti anziani, generalmente non autosufficienti, affetti da patologie tali da risentire scarsamente dei trattamenti riabilitativi finalizzati alla ripresa dell’autonomia, ma che necessitano sia di assistenza che di trattamenti fisioterapici, incentrati o ad ottenere un certo miglioramento della condizione di malattia o ad impedirne il peggioramento) assicurati trattamenti sanitari di alta specializzazione medica, infermieristica e riabilitativa, con sorveglianza 24 ore su 24. ATTIVITÀ di RICOVERO TERRITORIALE, Ospedale di comunità: 20 posti letto. L’Ospedale di Comunità è una struttura gestita da personale infermieristico, in cui l’assistenza medica è assicurata dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta o da altri medici dipendenti o convenzionati con il Servizio sanitario nazionale. La responsabilità igienico-organizzativa e gestionale fa capo al distretto sanitario di base che assicura anche le necessarie consulenze specialistiche. L’Ospedale di Comunità prende in carico pazienti che necessitano di interventi sanitari potenzialmente erogabili a domicilio, ma che necessitano di ricovero in queste strutture in mancanza di idoneità del domicilio (strutturale e familiare) e di sorveglianza infermieristica continuativa. Come si accede? Dal domicilio su proposta del medico di famiglia titolare della scelta, dai reparti ospedalieri o direttamente dal pronto soccorso. L’assistenza sarà garantita sulle 24 ore dal personale infermieristico ed addetto all’assistenza, dai medici di medicina generale, dai pediatri di libera scelta e dai medici di continuità assistenziale. E’ previsto un modulo da 20 posti letto, presso il quale saranno ricoverati pazienti per i quali il ricovero ospedaliero o l’assistenza domiciliare risulterebbero inappropriati in termini di setting assistenziale. La struttura sarà progettata aperta ai familiari, con orari flessibili ed adeguati alle loro necessità. Un familiare o una persona di fiducia potrà restare accanto al paziente durante tutto il periodo del ricovero. ATTIVITÀ SEMI-RESIDENZIALI, 20 posti letto semiresidenziali di Centro Diurno Alzheimer e Demenze con attività di riabilitazione cognitiva. Il centro diurno erogherà le prestazioni in regime di semiresidenzialità ed accoglierà i suoi ospiti durante le ore del giorno (8-10 ore di norma), e per cinque/sei giorni settimanali. Gli ambienti saranno organizzati per essere da supporto al caregiver (colui che si prende “cura” e si riferisce naturalmente a tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato o disabile), supporto importante specialmente se il caregiver deve fare fronte ad impegni lavorativi o di altra natura. Le attività di ricovero ospedaliero e quelle territoriali avranno accessi separati. ULTERIORI ATTIVITÀ. Giardino terapeutico: All’interno delle aree socio sanitarie nel rispetto della tradizione dei giardini claustrali si è pensato ad una soluzione progettuale di “giardino curativo”. Riallestire le aree verdi presenti nel chiostro di Santa Maria delle Grazie e nell’Orto medico dove è presente un albero secolare di Canforo di notevole importanza botanica. Uno spazio nel quale i pazienti svolgeranno, seguiti da terapisti, attività all’aria aperta e a contatto con la natura, occupazione efficace anche per il miglioramento della funzione immunitaria, delle capacità cognitive e per sviluppare alcune caratteristiche utili alle relazioni sociali come concentrazione, ascolto e capacità di recupero emotivo. Saranno previsti locali destinati a poliambulatorio specialistico con spazi per attività mediche ed infermieristiche, spazi per l’attesa e per il personale, servizi igienici per utenti e personale. Medicina di Laboratorio con punto prelievi: le tipologie di prestazioni che verranno eseguite nel laboratorio e la relativa dotazione strumentale individuano lo stesso quale laboratorio generale di base per lo svolgimento indagini nell’ambito della biochimica clinica e tossicologica, dell’ematologia ed emocoagulazione, dell’immunoematologia e della microbiologia con l’esclusione di metodiche che utilizzano radioisotopi. Gli esami potranno essere effettuati per pazienti ricoverati e per l’utenza esterna con la presenza di un punto prelievi. Diagnostica per Immagini. Negli ambienti destinati alle attività di diagnostica per immagini si svolgeranno indagini strumentali ai fini diagnostici e/o di indirizzo terapeutico, utilizzando sorgenti esterne di radiazioni ionizzanti e altre tecniche di formazione dell’immagine. Gli Incurabili come Polo mussale. I numeri: La superficie destinata a questo scopo è di 9.600 metri quadrati (il 40% della superficie complessiva). Nel dettaglio la futura area museale degli Incurabili sarà destinata a percorsi e spazi espositivi articolati per sezioni tematiche, laboratori museali, biblioteca con annesse sale studio e di consultazione, sale per convegni e per concerti, sale multimediali, officine (a me piace intenderla come “la fabbrica degli Incurabili”) per il restauro delle opere d’arte e per il restauro di farmacie storiche, biglietteria, bookshoop, caffetteria, ristorante, uffici amministrativi. Gli stessi “monumenti incurabilini” accoglieranno nuove funzioni museali: la chiesa di Santa Maria del Popolo sarà anche una sala per concerti e conferenze, la farmacia storica con le adiacenti spezieria e retrospiezeria e la sovrastante “sala del governatore” saranno destinati prevalentemente a spazi espositivi del famoso “contenuto” I VASI. L’ex convento delle Convertite invece prevederà spazi per l’accoglienza con laboratori e sale per attività didattiche e divulgative. L’atrio centrale dell’Ospedale con accesso dallo scalone monumentale ospiterà l’esposizione di grandi opere pittoriche e scultoree della collezione d’arte permanente incurabulina. La Cappella dei Bianchi alla Giustizia, parte integrante del compendio degli Incurabili, di proprietà della curia vescovile di Napoli, sarà aggregato alla futura area museale come spazio espositivo temporaneo. La corte monumentale, l’orto medico ed il chiostro di S. Maria delle Grazie saranno utilizzate per eventi all’aperto e rappresenteranno tappe emblematiche per “raccontare” le storie delle architetture del complesso monumentale di Caponapoli. Il Professore, il Dottore, Direttore Enrico Coscioni del Dai Dipartimento Cardio Toraco Vascolare, Cardiochirurgia dell’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’aragona di Salerno, (dice): Una bellissima giornata, soprattutto metereologicamente parlando, siamo fortunati, una giornata di grande importanza, perche’ recuperare un Complesso Monumentale come quello degli Incurabili, che per Napoli ma per la Campania intera rappresenta un valore storico, culturale, sociale, di grandissimo impatto, “chi non ha ammirato la Farmacia degli Incurabili”, chi non ha vissuto emozioni indescrivibili, vedere i primi strumenti anatomici o chirurgici. Sono Cardiochirurgo, ecco, ogni volta che ci vado, “e questa mattina ho avuto l’occasione ancora una volta di rivederla, ed e’ veramente una cosa che prende il cuore “, anche architettonicamente, e’ una struttura di grande livello e di qualita’.Questo finanziamento, con questa capacita’ anche, solo un Presidente come De Luca, poteva avere, una capacita’ amministrativa di incidere subito, quindi impegnarsi, perche’ in tempi assolutamente Europei, si recuperi alla citta’ questo bene, inestimabile valore archeologico, culturale, in termini anche socio-sanitari. Ho l’onore e l’onere di dirigere la Cardiochirurgia dell’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno, Azienda Ospedaliera Universitaria, siamo un’Eccellenza Nazionale, perche’ l’agenzia nazionale della sanita’, ci colloca al primo posto, per numeri di pazienti operati, a cuore battente, e con i migliori esiti nazionali.

 Valentina Busiello



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