Napoli. Cinque ragazzi denunciati, tutti giovanissimi e incensurati ma armati di pericolosi coltelli. Tra loro anche un 14enne figlio di un medico e di un ingegnere. E ancora 234 le persone controllate e 9 gli assuntori di stupefacenti segnalati alla prefettura. E’ il risultato di un imponente operazione di controllo dei carabinieri nella Movida del Vomero dove nelle ultime settimane si sono registrati numerosi episodi di aggressioni all’arma bianca. L’ultimo in ordine di tempo in via Merliani il 5 ottobre scorso quando un 17enne è stato accoltellato da un quasi coetaneo senza precedenti penali per una spinta involontaria tra la folla. L’operazione si è svolta nell’ambito dei servizi disposti dal comando provinciale ed è stata condotta dai carabinieri della compagnia del Vomero insieme con i colleghi del Reggimento Campania e del Nas. I militari hanno presidiato le aree più frequentate del quartiere collinare. I controlli anche grazie alla nuova ordinanza emanata pochi giorni da Comune di Napoli, si sono estesi anche ad alcune attività di somministrazione di alimenti e bevande alcoliche. A una paninoteca sono state così applicate prescrizioni per piccole violazioni. Tra i cinque denunciati dell’altra notte ci sono un 18enne che, alla vista dei carabinieri, ha provato a disfarsi del coltello nascondendolo in un vaso. La lama, dotata di meccanismo a serramanico, era lunga più di dieci centimetri. Il giovane si è giustificato dicendo di avere paura di essere rapinato e quindi aveva pensato a come difendersi.Gli altri denunciati, tutti tra via Scarlatti, via Luca Giordano e via Cilea, sono un 34enne titolare di un bar in provincia; un altro studente di 20 anni, anch’egli incensurato, il 14enne figlio della coppia di professionisti, e un 25enne che lavora in un garage. Intanto nella mattinata di ieri si è svolto un flash mob nell’isola pedonale di via Scarlatti, per dire basta alla movida violenta del sabato sera. Tanti i partecipanti all’iniziativa promossa da Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, con lo slogan: “Al Vomero, il sabato sera non vogliamo più finire nella cronaca nera. Di mazze, pistole e coltelli ne abbiamo fin sui capelli “, assurto a motivo conduttore della manifestazione. “Molte le mamme presenti, preoccupate da vicende che potrebbero vedere coinvolti, loro malgrado, i propri figli – sottolinea Capodanno -. Mamme che già nei giorni scorsi avevano protestato per scippi e furti, ad opera delle famigerate baby gang. Presenti anche diverse associazioni e comitati e tanti cittadini stufi di doversi chiudere in casa il sabato sera, quando il Vomero, terreno prescelto per gli scontri tra bande, viene invaso da quelle che qualcuno ha definito le nuove orde barbariche, le quali, dalle periferie, per lo più con i treni della metropolitana collinare, si trasferiscono fino a notte inoltrata nel quartiere collinare, trasformandolo in una sorta di Far West metropolitano, dove, come è accaduto, a giugno scorso, sempre di sabato e sempre in via Scarlatti, c’è anche il delinquente in erba che estrae una pistola per sparare alcuni colpi a salve creando il panico e un fuggi fuggi generale “.”In occasione del flash mob si è deciso di costituire un “Comitato difesa del Vomero” che già nei prossimi giorni si riunirà per stilare un vero e proprio programma con iniziative a breve, a medio e a lungo termine – sottolinea Capodanno -. Come prima iniziativa, nelle prossime ore, verrà lanciata una petizione con una raccolta di firme sia online che con banchetti per strada, per chiedere un incontro alle massime autorità cittadine, prefetto, questore e sindaco di Napoli, finalizzato alla richiesta di una maggiore e più organica presenza delle forze dell’ordine , con interventi che non siano solo sporadici e puntuali e comunque quando gli episodi delinquenziali si sono già verificati, privilegiando dunque l’azione preventiva rispetto a quella repressiva. “. “Potenziamento delle figure del poliziotto di quartiere e del carabinieri di prossimità, con una maggiore presenza dei rappresentanti delle forze dell’ordine in divisa per strada e non nelle autovetture che restano sovente intrappolate nel traffico caotico del quartiere, costituzione di pattuglie miste, con la presenza di poliziotti, carabinieri, guardie di finanza e vigili urbani, istituzione di un camper mobile, presente nei fine settimana 24 ore su 24, nell’isola pedonale di via Scarlatti, ma anche con postazioni da istituire in altri luoghi dove si verificano con eccessiva frequenza episodi, legati alla movida, che rendono impossibile la vita ai residenti. Mi riferisco, rimanendo sulla collina, all’area di San Martino, a via Aniello Falcone, a piazza Immacolata, per esemplificare. Laddove si rendesse possibile e necessario è auspicabile anche il coinvolgimento dell’esercito, come attualmente avviene in altre zone della Città “.“ Ritengo che l’obiettivo prefisso, con il flash mob, è stato raggiunto – ha dichiarato soddisfatto Capodanno -, perché il messaggio ha raggiunto molte persone che finalmente hanno deciso di passare dalle parole ai fatti, lavorando insieme per gli obiettivi comuni, in maniera organica e con un programma preciso . Tra le priorità della manifestazione vi era quella di sensibilizzare le persone sulla necessità d’intraprendere una serie d’iniziative a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, coinvolgendo le istituzioni a tanto preposte. Naturalmente si tratta solo della prima delle iniziative messe in campo, alle quali ne seguiranno a breve altre, dal momento che siamo fermamente decisi a non fermarci qui “.
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