“Una forte reazione popolare per denunciare la grave emergenza sanitaria ed ambientale che sta colpendo l’area ex Nato a Poggioreale. In piena collaborazione con i cittadini, in prima linea per far sentire il proprio grido d’allarme, abbiamo presentato non uno, ma cento esposti alla Procura della Repubblica. Un gesto al quale non saremmo mai voluti arrivare, ma di fronte allo scarica barile dell’Amministrazione comunale che avrebbe tutti gli strumenti per poter intervenire, non potevamo fare diversamente. Perché il diritto alla salute dei cittadini viene prima di tutto e va tutelato. Così come ci impone la nostra Costituzione e ancor prima il nostro senso civico e la nostra coscienza morale”. Ad affermarlo sono Roberta Giova e Flavio De Cicco, rispettivamente Consigliere comunale e municipale del comune di Napoli.

“Come può l’Amministrazione -spiegano Giova e De Cicco- non emanare subito un’ordinanza contingibile ed urgente per rimuovere almeno i rifiuti più pericolosi? Perché perdere ancora tempo prezioso? E’ quello che noi ed i residenti del quartiere continuiamo a chiederci ed a cui purtroppo, finora, non ci sono state date risposte chiare e concrete. Quell’area è divenuta nel tempo una vera e propria discarica a cielo aperto, con sversamenti abusivi di materiali più disparati, da liquami tossici a rifiuti speciali. Il livello di inquinamento raggiunto è spaventoso ed il rischio di ammalarsi gravemente è alle porte. Di questo ne siamo tutti consapevoli, tranne la principale istituzione cittadina, a cui continua a sfuggire che la legge le impone di intervenire. A prescindere dal contenzioso tra il Comune ed Agorà 6, la società che si sarebbe dovuta occupare dei lavori, mai eseguiti, relativi al completamento del Centro Direzionale ed in cui rientra anche l’area ex Nato a Poggioreale, il sindaco ha il dovere di tutelare l’incolumità pubblica. Perché non lo fa?”

“La risposta in queste ore di tanti cittadini -concludono gli esponenti de La Città – ci ha colpito profondamente e ci ha incoraggiato ad andare avanti con forza con la presentazione degli esposti in Procura. Questo è l’unico modo che ci rimane per far capire che con la salute non si scherza. Ora non ci resta che confidare nella giustizia e attendere impazienti che questa situazione abbia presto un lieto fine. Dal canto nostro non ci fermeremo e terremo l’attenzione alta fino a quando quella zona non sarà completamente bonificata”.

Renato Pagano
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