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Libri

Il libro di Lorenzo Peluso racconta il dramma Curdo e del Medio Oriente (Graus Edizioni)

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Lorenzo Peluso


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Dopo l’attacco messo in atto dall’artiglieria e aviazione turca contro obiettivi curdi con l’operazione denominata “Fonte di pace”, annunciata dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha dichiarato che si tratta di una “missione che ha l’obiettivo di prevenire la creazione di un corridoio del terrore al confine meridionale della Turchia e portare la pace nell’area”, in Occidente sono iniziate a confrontarsi o, meglio, a scontrarsi, le diverse correnti di pensiero: gli antiamericani, gli anti mediorientali, quelli più vicini al pensiero erdoganiano e quelli distanti da esso. Ma nessuno, però, spende parole o, semplicemente, pensa alle conseguenze che in queste difficili ore sta vivendo il popolo curdo, la gente semplice, quella che le guerre le subisce, patendo stenti, fame, perdendo affetti e punti di riferimento.
Il giornalista Lorenzo Peluso, con il suo ultimo libro “I giardini di Bagh – e Babur” – dai giardini dell’Iraq alle sabbie dell’Afghanistan – (Graus Edizioni) ha raccontato in anticipo i pericoli che si nascondevano dietro l’angolo, dell’equilibrio sottile e spesso labile come il confine che divide la notte dall’alba, dove ci cela la voglia di fare la guerra per giustificare azioni dettate da rancori oramai stratificatisi nel tempo.
Peluso è un cronista inviato in zone di guerra, conosce benissimo la questione mediorientale perché i suoi occhi hanno visto luoghi distrutti, gente assassinata e speranze infrante; i suoi piedi hanno calpestato terre nobili macchiate dal sangue, le sue orecchie hanno udito boati che annunciavano un attacco nemico.
Mai come ora il libro di Peluso rappresenta una finestra sul Medioriente, uno strumento per conoscere e capire, un vademecum composto da parole e immagini che accompagnano per mano il lettore occidentale nella terra delle antiche civiltà mesopotamiche adesso, purtroppo, assassinate da guerre che in occidente si guardano alla tv e sono considerate tanto lontane.
Lorenzo Peluso ha dichiarato: “La speranza è che la comunità internazionale agisca presto.
In realtà questa è una guerra totale contro il popolo curdo”.

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Cultura

Presentazione online del volume di Raffaele La Capria e Giovanna Stanzione

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La Capria
foto comunicato stampa

Sabato 5 dicembre, alle ore 18, in diretta streaming sulla pagina Facebook della libreria IoCiSto di Napoli, presentazione del libro di Raffaele La Capria, “La vita salvata. Conversazioni con Giovanna Stanzione”, Mondadori. Dialoga con l’autrice, Titti Marrone.

La scrittura è un incontro tra se stesso e l’altro. Si scrive per l’altro, per conoscerlo, per ritrovarlo una volta che sarà perduto. La scrittura è, in definitiva, un atto amoroso. “L’ultimo che mi sia rimasto.” Raffaele La Capria, una delle voci più importanti e amate della Letteratura del Novecento, si racconta a Giovanna Stanzione, scrittrice esordiente, in un lungo, intenso dialogo che non è mai solo un incontro intellettuale ma intreccia ricordi, riflessioni, delusioni e speranze di un’esistenza, l’una al tramonto, l’altra all’inizio, raccogliendo e custodendo tutto ciò che della vita alla fine si salva. In un’intima e appassionata confessione Raffaele La Capria ripercorre i temi topici della sua scrittura, ponendosi ancora una volta gli interrogativi esistenziali e umani di tutta una vita e che hanno segnato, tappa per tappa, quella dei suoi lettori: la costruzione della propria identità di uomo e di scrittore; la “ferita” che origina la vocazione letteraria; lo stupore della letteratura e la conoscenza del mondo grazie all’intuizione poetica; il rapporto con il passato, che per mezzo del presente è rinnovato e rivive; e poi i libri amati, quelli riusciti e non, la fuga dalla falsa complicazione, dalla retorica e dal vuoto artificio; il ruolo della letteratura come leva che smuove e ricerca la verità sotterranea del nostro tempo; il ricordare e l’essere ricordati; e infine la riflessione sul rapporto tra uno scrittore e la morte, sulla scena letteraria italiana di oggi e il suo legame con la tradizione.

“Ciò che mi dispiacerà parecchio lasciare sono gli attimi subito successivi al movimento. Quelli appena dopo l’alba o il tramonto di una bella giornata, o quando la risacca del mare incurva le spiagge, l’acqua abbraccia il corpo del tuffatore, gli alberi e ogni filo d’erba tornano fermi dopo essere stati scossi dal vento. Tutto ciò che si fa nella vita, in fondo, non è che un accumulo di attimi finiti. Il tempo stesso lo si può scomporre in infiniti attimi finiti. Questo dà valore a ogni singolo, minuscolo, istante, non crede?”

Pagina dopo pagina, emerge un ritratto inedito di Raffaele La Capria, messo a confronto con il passare del tempo, con i cambiamenti e le similitudini del presente, ma anche la fotografia della generazione di coloro che si affacciano oggi alla scrittura e si trovano ad affrontare il senso di smarrimento, la fran- tumazione dell’identità e la necessità di costruire la vita intera che hanno davanti. A tutti La Capria consegna il suo insegnamento più prezioso: l’importante è conservare una visione lieve del mondo. Quella che dopo ogni immersione ti spinge a guardare in alto e a cercare in tutti i modi di tornare a galleggiare in superficie.

Qui puoi seguire la diretta: https://www.facebook.com/libreriaiocisto/

Raffaele La Capria è uno degli scrittori italiani più significativi e amati del Novecento e di questo scorcio del nuovo secolo. Nato a Napoli nel 1922, esordì con Un giorno d’impazienza (1952) e raggiunse la fama con Ferito a morte (1961, premio Strega). Tra le sue opere, False partenze (1974 e 1995), L’armonia perduta (1986), Letteratura e salti mortali (1990), La mosca nella bottiglia (1996), Lo stile dell’anatra (2001), L’estro quotidiano (2005), Doppio misto (2012), La bellezza di Roma (2014), Il fallimento della consapevolezza (2018).

Giovanna Stanzione è nata a Salerno nel 1988, ha conseguito il dottorato di ricerca a Roma e attualmente vive a Torino. È autrice di articoli, racconti e testi teatrali.

Leggi anche: https://www.cronachedellacampania.it/2020/12/antonio-capuano-laceno-doro/

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Cultura

Maria Bolignano, una comicità tutta da leggere in ‘Profumo comico di donna’

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Maria Bolignano
foto di Anthony Mathon

Di Maria Bolignano “Profumo comico di donna” per Edizioni MEA. Prefazione di Maurizio Casagrande

Ironica, sagace, tagliente. In una sola parola: donna. Edizioni MEA presenta “Profumo comico di donna” di Maria Bolignano, un libro con cui l’attrice napoletana si presenta al suo pubblico in una nuova veste, che non è solo quella di scrittrice.

L’attrice scende dal suo amato palcoscenico e, con la dirompente carica comunicativa che da sempre la contraddistingue, dà prova del suo innato talento di autrice. Raffinata e attenta, sottile e mai banale, la penna di Maria intrattiene e fa trattenere il respiro, diverte ed emoziona il lettore attraverso i tanti personaggi che, come in un
colorato presepe, vivono nelle sue storie.

Segui Maria Bolignano su Fb: https://www.facebook.com/mariabolignanoofficial

“Profumo comico di donna” è una raccolta di racconti umoristici che la comica napoletana tira fuori dal cassetto in cui da tempo erano rinchiusi, e che vanno ad aggiungersi ad altri concepiti e scritti durante il lockdown. Tra questi, il testo da stand-up comedy scritto a quattro mani insieme all’amica e collega Fabiana Fazio.

A introdurre il lettore nel mondo di Maria Bolignano è la brillante prefazione di Maurizio Casagrande, attore molto amato dal pubblico partenopeo.

‘La Bolegna’, come si fa chiamare sui suoi canali social, si racconta e reinventa, rompendo lo stereotipo della donna “rosa” tutta tacchi a spillo e rossetto. Come sempre sopra le righe, Maria Bolignano dà sfoggio della vera femminilità, quella che, come anticipa la splendida copertina del libro, si mostra, fiera, vulcanica e vanitosa, senza mai rinunciare all’arguzia e alla battuta della vera femmina. Quella capace di parlare anche solo con un occhiolino.

Segui La Bolegna su Instagram https://www.instagram.com/labolegna/?hl=it

Maria Bolignano, attrice poliedrica dalla formazione teatrale, vanta una carriera ricca di collaborazioni con numerosi protagonisti del panorama teatrale, televisivo e cinematografico italiano. Tra questi ricordiamo Lello Arena e Luciano Melchionna, con i quali ha condiviso la recente esperienza di una versione teatrale 3.0 del classico ‘Miseria e Nobiltà’ di Eduardo Scarpetta, dove interpreta la famigerata Luisella. Nota al grande pubblico grazie alle trasmissioni di Rai 2 “Made in Sud” e “Fatti Unici”, tra le sue partecipazioni a film e serie tv ricordiamo: “I bastardi di Pizzofalcone” (Rai 1, regia di Carlo Carlei, con Alessandro Gassman), “Un Ciclone in famiglia 2 – 3 – 4” (Canale 5, regia di Carlo Vanzina, con Massimo Boldi), “Ma che bella sorpresa” (regia di Alessandro Genovesi, con Claudio Bisio e Valentina Lodovini), “La nuova squadra” (Rai 3, con Lisa Galantini e Rolando Ravello). Coach di recitazione e assistente del maestro Lello Arena per la Cilea Academy di Napoli (Teatro Cilea), è ideatrice del workshop “Come essere attori e nonostante tutto vivere felici”, che tiene periodicamente in collaborazione con la TCC Teatro di Napoli. Nei panni di scrittrice esordisce con il libro di racconti umoristici “Anche i capitoni hanno un’anima”.

Maria Bolignano

Foto di Anthony Mathon

Tieniti aggiornato sulle pubblicazioni di Edizioni MEA: https://www.edizionimea.it/

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