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Dall’Unione europea124 milioni di euro FESR per la linea ferroviaria Napoli-Bari

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La Commissione europea ha approvato un investimento di 124 milioni di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) per il potenziamento di un tratto di 16,5 km della linea ferroviaria Napoli-Bari, tra Cancello e Frasso Telesino: lo ha reso noto oggi lo stesso Esecutivo comunitario. “I lavori – si legge – comprendono il raddoppio delle linee ferroviarie a binario unico per aumentare la velocità, la capacità e ridurre i tempi di percorrenza”. “Questo progetto dell’Ue darà un impulso alle economie locali di Napoli, Caserta, Benevento, Foggia e Bari, con tempi di percorrenza più brevi per gli abitanti e i turisti. A lungo termine, questa linea ferroviaria, e le molte altre costruite con finanziamenti europei nel Sud Italia, contribuiranno a migliorare la qualità dell’aria nella regione”, ha dichiarato il commissario per i trasporti Violeta Bulc.

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Castellammare, la discarica dimenticata lungo la linea ferroviaria per Gragnano

di A. Carlino 7 Agosto 2025 - 14:30 14:30

Castellammare di Stabia – Una discarica a cielo aperto, un ammasso di rifiuti tossici e infiammabili che minaccia la salute dei cittadini e la sicurezza di un’intera comunità. È lo scenario desolante che si staglia lungo la tratta ferroviaria tra Gragnano e Castellammare di Stabia, sotto il ponte di corso Italia, a pochi metri dall’imbocco della statale sorrentina. Qui, tra cumuli di scarti bruciati, legno, polistirolo e materiali pericolosi, il degrado regna sovrano da mesi, senza che le istituzioni muovano un dito. Un’area destinata a ospitare la futura linea tramviaria, simbolo di modernità e riqualificazione, è oggi una ferita aperta nel cuore della città vesuviana, con il rischio concreto di un nuovo disastro ambientale. Già a febbraio, un rogo di rifiuti aveva avvolto la zona in una nube tossica, seminando paura tra i residenti e causando disagi alla circolazione. “Da allora nulla è cambiato”, denuncia Marilena Schiano Lo Moriello, coportavoce locale di Alleanza Verdi-Sinistra. “Nessuno ha ripulito, nessuno ha bonificato. Le fiamme potrebbero divampare di nuovo, raggiungere la vegetazione e persino la rampa dell’autostrada. È una bomba a orologeria”. A rilanciare l’allarme è un cittadino di via Tavernola, che ha documentato lo scempio in una segnalazione inviata al deputato Francesco Emilio Borrelli: “È un disastro ambientale annunciato. Tra i rifiuti ci sono resti di un incendio mai smaltiti, materiali tossici e persino tracce di una baraccopoli dove vivevano senza fissa dimora, ora scomparsi o deceduti. La zona è fuori controllo, senza videosorveglianza né sorveglianza”. Borrelli, da sempre in prima linea contro il degrado, non usa mezzi termini: “Siamo di fronte a un fallimento istituzionale vergognoso. Una discarica infiammabile a due passi dalle case e dai binari, lasciata lì nonostante segnalazioni e un incendio che ha già messo in pericolo la città. È inaccettabile”. Il deputato punta il dito contro l’inerzia di Comune, Regione e società di trasporto, chiedendo un intervento immediato: “Serve una bonifica urgente, l’installazione di telecamere e controlli rigorosi. Non si può parlare di progetti futuristici come la linea tramviaria mentre si tollera una situazione che legittima incuria e illegalità”. La vicenda di Castellammare è l’ennesima spia di un problema cronico: il degrado ambientale che soffoca le periferie campane, spesso ignorato da chi dovrebbe garantire la sicurezza dei cittadini. La zona sotto il ponte, un tempo rifugio di emarginati e oggi cumulo di rifiuti pericolosi, racconta una storia di abbandono che stride con le ambizioni di una città che vuole rinascere. I residenti, esasperati, chiedono risposte concrete, mentre il timore di un nuovo rogo tiene tutti con il fiato sospeso. Borrelli annuncia una richiesta formale a Comune, Regione, Ferrovie e Forze dell’Ordine per la rimozione dei rifiuti e la messa in sicurezza dell’area. “Basta chiudere gli occhi”, tuona. “Ogni giorno di ritardo è un affronto ai cittadini onesti di Castellammare”.Mentre la città attende un segnale dalle istituzioni, la discarica sotto il ponte resta lì, come un monito: la lotta contro l’incuria e l’illegalità non può aspettare. La speranza è che l’indignazione si traduca in azione, prima che il degrado trasformi un progetto di rinascita in un’altra occasione persa.

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