Spunta anche il ponte dell’autostrada A30 a Sarno nella nuova operazione della Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sulla sicurezza dei viadotti autostradali nata da quella sul crollo del ponte Morandi. Al centro del nuovo filone di indagine, dirigenti e tecnici di Autostrade per l’Italia e di Spea (la controllata che si occupa di manutenzione e monitoraggio) che, secondo gli inquirenti, avrebbero redatto falsi report sui viadotti in concessione ad Aspi prima e dopo il crollo del ponte genovese.
L’inchiesta bis sui report “ammorbiditi” sulle infrastrutture ha portato a tre arresti domiciliari e sei misure interdittive. Perchè anche dopo la morte di 43 persone si sarebbe continuato in Spea, la società che si occupa di controlli, e Aspi a modificare le carte.
I viadotti finiti nel mirino sono il Pecetti in A26, in Liguria, e il Paolillo, in A16, in Puglia. L’inchiesta bis pero’ riguarda anche il viadotto Moro, vicino a Pescara, il Sei Luci e il Gargassa in Liguria e il Sarno sull’A30.
L’indagine sui falsi report si concentra su diversi episodi legati a forme di alterazione, pressione e falsificazione dei report sullo stato dei viadotti e sulle condizioni di sicurezza, “falsificazioni e omissioni concordate – specificano le Fiamme Gialle – finalizzate ad occultare agli ispettori del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti elementi rilevanti sulla condizione dei manufatti ed il loro stato di conservazione – in occasioni di attività ispettive e nell’ambito della vigilanza ministeriale – che avrebbero comportato una verifica globale dell’opera ed altre misure precauzionali”.“Aspi afferma che i viadotti sono sicuri, ma Atlantia, la società madre, “ha deliberato l’avvio immediato di un audit sui fatti, da affidarsi a primaria società internazionale, per verificare la corretta applicazione delle procedure aziendali da parte di società e persone coinvolte”
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