Domani a Roma in Piazza Montecitorio grande manifestazione delle due associazioni di categoria delle guardie giurate: l’Agpg e l’Agri. I due leader storici delle associazioni di categoria delle guardie giurate Giuseppe Alviti ( Agpg) e Massimo Raffi ( Agri) su una questione e manifestazione volutamente organizzata principalmente dall’Agri affermano: “II servizio di vigilanza privata viene influenzato dalla autonoma e improvvisata visione da parte di figure interne alla committenza, delle realtà industriali, delle grandi imprese commerciali, comprese le gdo e nelle committenze pubbliche, che gestiscono scelte anche di tipo organizzativo, riservate all’autonomia dell’isitituto di vigilanza. L’offerta del servizio è influenzata da una visione completamente esterna e estranea alla capacità di prevenzione tipica della sicurezza privata. Gli operatori della sicurezza – soprattutto quelli decretati e incaricati di un pubblico servizio – ricevono una falsa interpretazione del ruolo, con esaltazioni o inibizioni dei naturali ruoli professionali, venendo comandati in servizi non dovuti o dequalificanti rispetto al fine sociale per cui sono stati chiamati.L’assenza di controllo da parte dell’autorità pubblica nasce probabilmente dalla scelta di escludere i servizi di vigilanza dalla tutela legislativa del D.LGS 8 aprile 2003, n.66, per cui gli ispettorati del lavoro non riconoscono più la legge di riferimento ma il CCNL che, come abbiamo già detto, non solo è peggiorativo delle condizioni di lavoro rispetto al passato, ma non interviene nelle dinamiche richieste dalla normativa del settore, lasciando trasparire, tra gli interessi in campo, una supremazia imprenditoriale rispetto alle nuove prerogative richieste dal mercato. Anche le autorità Pubbliche, quale il Prefetto e il Questore, deputate al controllo e al rispetto della normativa di settore, in un andamento generale, non intervengono nel merito. La nostra associazione A.G.R.I. forte dell’adesione dell Agpg del Presidente Giuseppe Alviti e in massa di tutti gli operatori della sicurezza privata italiana, ha deciso di iniziare una campagna informativa e di denuncia sociale, verso tutti quegli agenti: professionali, sociali, istituzionali e politici, responsabili dell’attuale situazione della vigilanza privata italiana e del suo mancato rilancio. Continueremo la nostra opera, citando aziende, imprenditori e probabili collusioni con gli ambienti del potere, col fine di attivare processi di pulizia sociale non perseguibili, in Italia, attraverso i normali canali. Questo dall’immobilismo ricevuto a seguito degli innumerevoli denunce ed esposti presentati alle autorità, dal nostro sodalizio e da tutte quelle associazioni sindacali che credono nell’unità e nella forza aggregativa della categoria. Giorno 17 diamo un taglio a questo degrado e iniziamo a scrivere il futuro”.

La Redazione
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