Napoli. Il 7 agosto scorso si rese protagonista per le strade di Aversa di un violento scippo ai danni di un anziano e di una rocambolesca fuga dai carabinieri che gli avevano imposto l’alt, salvo poi essere comunque arrestato. Poco meno di un mese dopo, i carabinieri hanno ricostruito quanto accaduto quella mattina rintracciando anche la vittima del colpo, di 79 anni; il responsabile, un attempato bandito di 62 anni, originario di Napoli, è così stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Napoli Nord. La mattina del 7 agosto, hanno accertato i carabinieri della Compagnia di Aversa, con il coordinamento della Procura di Napoli Nord, il 62enne in sella ad uno scooter Honda Sh con la targa coperta da un adesivo, avvicinò la vittima in una strada del centro di Aversa, la prese per il collo e gli strappò la catenina con violenza, per poi fuggire a tutta velocità. Poco dopo il 62enne fu intercettato da una pattuglia in borghese dei carabinieri ma non si fermò all’alt; la fuga però si concluse con l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e il ritrovamento della catenina addosso al bandito. Il giorno dopo fu rintracciata la vittima, cardiopatica, ancora sotto choc per l’accaduto, che denunciò il bandito dando il via alle indagini
NAPOLI – Un coltello da cucina nascosto nello zaino, scoperto durante l’orario scolastico, ha fatto scattare l’intervento della polizia in un istituto del centro storico. Protagonista della vicenda un ragazzo di 17 anni, denunciato per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
L’allarme è partito da una segnalazione alla Sala Operativa. Gli agenti del Commissariato Dante sono intervenuti nell’edificio scolastico dopo che era stata comunicata la presenza di un alunno con un’arma all’interno dello zaino. All’arrivo delle pattuglie, una docente ha riferito di aver rinvenuto, durante un controllo, un coltello da cucina della lunghezza complessiva di circa 32 centimetri.
Trasnova avvia 53 licenziamenti a Pomigliano, la Fiom accusa: «Disimpegno industriale inaccettabile»
NAPOLI – «La crisi del settore automotive nel polo di Pomigliano d’Arco tocca un nuovo, drammatico punto di non ritorno». Con queste parole Mauro Cristiani, segretario generale della Fiom Napoli, e Mario Di Costanzo, responsabile automotive del sindacato, commentano l’avvio della procedura di licenziamento collettivo da parte di Trasnova per 53 lavoratori impegnati nello stabilimento Pomigliano d'Arco.
«Si tratta di un atto gravissimo che getta nell’incertezza decine di famiglie e conferma che i primi a pagare lo stato di abbandono in cui versa il comparto sono i lavoratori dell’indotto», affermano i rappresentanti sindacali. «Non è un evento inaspettato, ma la cronaca di un disastro annunciato».
Sulla Circumvallazione Esterna: traffico in tilt davanti al campo rom di Secondigliano. Intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco a Napoli: la carcassa incendiata sarebbe stata usata per bloccare la strada dopo l’interruzione idrica nel campo. Disagi alla viabilità e operazioni di sgombero in corso. Tensione nel pomeriggio di ieri, intorno alle 16.30, in…
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