Napoli.”Desidero esprimere la mia solidarietà e vicinanza alla dottoressa dell’ospedale San Giovanni Bosco che ha subito la scorsa notte una vile e gravissima aggressione. Ancora un atto di violenza nei confronti di un medico che sta svolgendo con impegno e dedizione il proprio lavoro, e ancora nel pronto soccorso dell’ospedale. Solidarietà anche all’intero personale medico e sanitario che lavorano nel presidio. Ancora una volta, nel ripetersi di episodi che condanniamo e denunciamo, ricordiamo che da oltre un anno abbiamo presentato la richiesta formale, tramite la Prefettura, per l’istituzione di un posto di polizia al San Giovanni Bosco. Episodi come quello di stanotte non sono più tollerabili”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sull’episodio della scorsa notte.
Sulla triste storia è intervenuto anche il sindacalista napoletano Giuseppe Alviti leader associazione guardie giurate che ha chiesto luce sulla vicenda in particolare modo difendendo l’operato della guardia particolare giurata che senz’altro non avrà usato tale atteggiamento ma probabilmente nella concitazione dei fatti mal interpretata dalla dottoressa alla quale esprime massima vicinanza e solidarietà.”L’aggressione alla dottoressa effettuata in un pronto soccorso pieno di telecamere-dice Alviti- maggiormente testimonia che anche le dash cam o bodycam non servono per diminuire tali vili atti, l aumento considerevole di guardie giurate con un drappello di polizia potrebbe essere solo l’unico deterrente tenendo presente che quando la guardia giurata opera con le forze dell’ordine ope legis acquisisce lo stesso status giuridico, quindi ben venga anche una militirazzizazione dei nosocomi per la salvaguardia del patrimonio e della tutela dei Lavoratori medici e infermieri”.
“Vicinanza e solidarietà alla dottoressa aggredita questa notte all’ospedale ‘San Giovanni Bosco’ di Napoli. Siamo certi che il suo impegno e la sua dedizione non verranno scalfiti, ma la necessità di tutelare e difendere i medici italiani si sta trasformando in urgenza”. Così Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, su Twitter. “Esprimo piena solidarietà alla dottoressa aggredita nell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli dai parenti di un paziente. Un gesto vile e violento che dovrà essere punito con la massima severità dagli inquirenti. Bene ha fatto l’ASL Napoli 1 a costituirsi parte civile nel processo a carico dei presunti aggressori. I medici e gli infermieri che operano in prima linea quotidianamente non devono essere lasciati soli. Questo episodio, tuttavia, ripropone per l’ennesima volta la necessita’ del riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale al personale sanitario in servizio e quella, da me sottolineata in più riprese al ministro dell’interno Matteo Salvini, di prevedere drappelli fissi delle forze dell’ordine nei nosocomi anche in sede di approvazione dei decreti sicurezza. Evidentemente la sicurezza del personale sanitario non e’ stata una priorità. Ciò dimostra l’inaccettabile indifferenza mostrata dal governo uscente su questo tema”. Lo ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, Michela Rostan. “Era al lavoro, stava compiendo il suo dovere, le hanno rotto il setto nasale a pugni. Il nuovo capitolo della vergogna delle aggressioni al personale degli ospedali arriva dal San Giovanni Bosco. La vittima è un medico chirurgo, una donna, che è stata picchiata dai parenti di un paziente fino a riportare la rottura del setto. Un infortunio sul lavoro che la terrà lontana dall’ospedale per 30 giorni con un danno per tutti i pazienti in cura. La malcapitata ha presentato denuncia ai carabinieri e l’Asl ha annunciato che si costituirà parte civile nel procedimento. Una decisione sacrosanta. Oramai si è superato ogni limite. E’ inaccettabile che i medici, gli operatori e tutti i lavoratori degli ospedali siano esposti a rischi per la loro incolumità”. Lo afferma il consigliere regionale dei Verdi e membro della commissione Sanità Francesco Emilio Borrelli. “Alla luce dell’aggressione del San Giovanni Bosco, la numero 66 del 2019, secondo la lista stilata dall’associazione ‘Nessuno Tocchi Ippocrate’, ci chiediamo cosa debba succedere ancora per convincere la Questura a istituire i presidi di polizia presso le strutture ospedaliere. Si tratta di una necessità che chiediamo oramai da tempo immemore senza ricevere risposta. Abbiamo inviato una nuova nota a Questura e Prefettura per sollecitare l’istituzione dei presidi. Speriamo che, alla luce di quest’ultimo vergognoso capitolo, ci sia dato ascolto”.
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