Cerciello Rega: ‘Non ci sono le immagini dell’omicidio’, gli americani preparano ‘il colpo a sorpresa’

Gli americani preparano il colpo a sorpresa anche se sanno che il sistema giudiziario italiano è differente e molto più complesso di quello italiano. Ma si avviano a chiedere la scarcerazione dei due ragazzi arrestati per l’omicidio del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. “Stiamo valutando il ricorso al Tribunale della Libertà”. Lo ha riferito  Roberto Capra, uno dei legali Finnegan Lee Elder, il giovane americano accusato di aver accoltellato e ucciso a Roma il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. “Troppe lacune, vogliamo le risposte”. I consulenti americani della difesa di Finnegan Lee Elder, sollevano dubbi sulle indagini e invocano chiarezza sui puzzle mancanti nella vicenda dell’omicidio del carabiniere a Roma. A scendere in campo sul caso, in queste ore, è anche il team legale della famiglia, giunto nella Capitale in questi giorni dalla California, che suggerisce le sue perplessità ai legali del ragazzo, il quale nei giorni scorsi, dopo avere confessato, aveva scelto il silenzio davanti al gip. Per Craig Peters, consulente di Ethan Elder, padre di Finnegan – che ha rilasciato un’intervista alla testata americana ABC7 News – non sono state ancora date “risposte ad alcune domande che purtroppo riteniamo non vengano poste in questo momento su questa indagine”. In queste ore gli avvocati stanno mettendo a punto la strategia difensiva puntando sugli elementi che ancora non emergono o – viene spiegato – non sono ancora stati messi a disposizione. “In mancanza di una reiterazione della confessione di Finnegan di fronte al Gip, è azzardato dare per scontata la sua piena colpevolezza”, spiega il team legale, che parla di esiti “troppo frammentari” in merito ai risultati dell’autopsia sul corpo di Cerciello. Ciò che lascia anche perplessi i legali statunitensi è anche la mancanza delle immagini dell’accoltellamento sul luogo dell’omicidio del vicebrigadiere, che impedirebbe di fornire al momento un’esatta dinamica su quanto è accaduto: “Elder e Hjorth sono stati ripresi da diversi video di sorveglianza in strada, ma la telecamera sul luogo dell’omicidio (in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati – ndr) non funzionava”, spiegano. Lo stesso Peters si dice “convinto a questo punto che ci siano buone possibilità che chi indaga non sappia cosa è successo”. E sulla foto circolata nelle ultime ore, dove si vede Finnegan in un locale con un coltello in stile marine, simile a quello utilizzato per l’omicidio, Peters commenta specificando che le foto sono state scattate a San Francisco prima del viaggio del giovane in Italia: “Il ragazzo aveva un coltello. Almeno a San Francisco certamente, in America, non è una cosa super sorprendente. La gente lo porta per protezione” e “questo non ci aiuta davvero a capire cosa è successo” a Roma, ha aggiunto Peters, che in questi giorni si è intrattenuto per molto tempo nell’ambasciata statunitense assieme al padre di Finnegan Elder, suo amico. I genitori del giovane – ha aggiunto – “hanno trascorso qui a Roma la luna di miele ed hanno un grande amore per l’Italia. Si sentono devastati su quanto sia ora accaduto qui”. Ethan Elder è tornato per la seconda volta a Regina Coeli, dove ha avuto un secondo colloquio con il figlio in carcere a distanza di un giorno, così come il papà del secondo giovane californiano coinvolto, Christian Gabriel Natale Hjorthl, protagonista della foto che lo ritrae bendato nella caserma dei carabinieri dopo l’arresto, un’immagine che è arrivata oltreoceano. Christian Gabriel nei giorni scorsi aveva già spiegato al padre di “non sapere” che il suo amico avesse con se’ un coltello, quell’arma in stile marines portata dagli Usa con la quale Finnegan ha ucciso Cerciello sferrando 11 fendenti. Prosegue nel silenzio, invece, il dolore dei familiari del vicebrigadiere, che nelle ultime ore sono stati ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnati dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri. L’amministrazione comunale di Somma Vesuviana, città dove era nato Cerciello, si è detta pronta ad intitolare una strada al carabiniere.

La Redazione
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