Poggioreale, la Penitenziaria ritrova un microtelefonino nell’ingessatura di un detenuto

Napoli. Ancora minitelefonini ritrovati a Poggioreale: grazie alle capacità di intelligence dei poliziotti penitenziari ieri è stato ritrovato l’ennesimo microtelefonino addosso ad un detenuto napoletano ingessato ad un piede e ricoverato al reparto SAI San Paolo. Il mini cellulare era accuratamente occultato nell’ingessatura ed è stato scoperto grazie alle nuove apparecchiature tecnologiche rivelatrici messe a […]

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Napoli. Ancora minitelefonini ritrovati a Poggioreale: grazie alle capacità di intelligence dei poliziotti penitenziari ieri è stato ritrovato l’ennesimo microtelefonino addosso ad un detenuto napoletano ingessato ad un piede e ricoverato al reparto SAI San Paolo.
Il mini cellulare era accuratamente occultato nell’ingessatura ed è stato scoperto grazie alle nuove apparecchiature tecnologiche rivelatrici messe a disposizione della Polizia Penitenziaria.
Il segretario provinciale Osapp Napoli Luigi Castaldo evidenzia il fenomeno dilagante dell’introduzione di minitelefonini che spesso vengono utilizzati per mantenere i contatti criminali con l’esterno ed inviare informazioni mettendo a repentaglio la sicurezza dell’intero sistema.”E’ importante evidenziare che il sempre più frequente uso di strumentazione tecnologica idonea al rilevamento sta mettendo in grosse difficoltà la criminalità – sostiene Castaldo – anche se tale strumentalizzazione è ancora esigua in rapporto alla popolazione detenuta a Poggioreale che sfiora le 2400 unità, a fronte di scarso personale di Polizia Penitenziaria”. L’Osapp denuncia la mancanza nell’obsoleto istituto penitenziario partenopeo di “idonei filtri tecnologici utili a far fronte alle migliaia di visite settimanali che vengono effettuate all’interno della struttura che purtroppo creano numerosissime falle nella sicurezza”. Le molteplici operazioni trattamentali col mondo esterno non sono supportate da un numero idoneo di personale che possa garantire gli standard di sicurezza, lo testimoniano i ritrovamenti di microtelefonini e di sostanze stupefacenti.
“Ci auspichiamo maggiori investimenti in tecnologie idonee a far fronte all’ingresso di materiale non consentito e pericolo per tutti – conclude Castaldo – ed allo stesso tempo un massiccio sfollamento della popolazione carceraria presente affinché in rapporto diminuiscano le operazioni a carico della Polizia Penitenziaria che mai più di ora soffre carichi di lavoro eccessivi che creano disagio e stress, ma che nonostante la carenza di organico per oltre 200 unità riesce a rilevare l’ennesimo minitelefonino e non sarà l’ultimo!”.

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