Napoli, Lebro e Venanzoni: ‘In Consiglio delibere su Revisori e stadio inaccettabili. Comune in predissesto non può permettersele’

“Le delibere in discussione oggi in Consiglio sono semplicemente inaccettabili e, di conseguenza invotabili. Parliamo innanzitutto di quella relativa alla ratifica dei nuovi Revisori dei Conti, che la maggioranza sta cercando nuovamente di stravolgere per prevedere un aumento dei loro compensi. Ma anche di quella sulla convenzione con il calcio Napoli, con cui l’Amministrazione, nonostante il parere negativo degli stessi Revisori, vorrebbe incassare una cifra di gran lunga inferiore a quella che il buon senso suggerirebbe. Forse tutti si sono dimenticati che il nostro Comune è in predissesto e certe cose non può proprio permettersele”. Ad affermarlo sono i Consiglieri comunali David Lebro (La Città) e Diego Venanzoni (PD).

“Votare queste delibere – continuano Lebro e Venanzoni – significherebbe solo contribuire ad incrementare i buchi di bilancio. Perché è evidente che aumentare il compenso del Revisori e incassare un terzo dalla convenzione con il Calcio Napoli sono scelte non solo discutibili dal punto di vista politico, ma anche gravissime dal punto di visto amministrativo. Sui Revisori, in particolare, noi dell’opposizione abbiamo cercato fino all’ultimo di far ragionare la maggioranza sull’inopportunità di incrementarne il compenso. E pensavamo che con la nostra delibera di iniziativa consiliare fosse rinsavita. Ma nulla. Nel corso della seduta odierna rimettono tutto in discussione, cercando di stravolgerla completamente. Quanto allo stadio San Paolo, stipulare una convenzione a 850 mila euro annui, quando attualmente il Comune con il servizio a domanda individuale ne guadagna il triplo, è a dir poco assurdo e contrario ad ogni logica”.

“Comprendiamo – concludono Lebro e Venanzoni – che con l’avvicinarsi delle prossime scadenze elettorali, il sindaco e la sua maggioranza siano in fibrillazione, ma è da folli aumentare il debito per le generazioni future. Specialmente se non lo si fa per migliorare la qualità dei servizi ai cittadini, che sono oggettivamente ai minimi storici”.

Renato Pagano
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