Napoli. Sgomimata la banda del buco, ovvero i signori della fogne di Napoli, quelli che hanno compiuto due colpi a distanza di pochi giorni nelle scorse settimane, una quella plateale alla gioielleria Trucchi a Chiaia e altri tre ne avrebbero compiuto tra febbraio e maggio scorso. la Procura di Napoli ha disposto 12 fermi accusati tutti di associazione per delinquere e tra questi c’è anche un esponente della famiglia Prinno dei Quartieri Spagnoli. In manette sono finiti appunto Salvatore Prinno, di 36 anni, e con lui Gennaro Panaccio di 56 anni detto Gennaro e’ Montesanto ex esponente del clan Mariano, Rosario Lucente di 58 anni considerato il capo. E ancora Ciro Caso di 39 anni, Antonio Caccavallo, 25enne, Ciro D’Ambrosio di 63 anni, Giuseppe Sammarco, 51enne, Ferdinando Gargiulo di 65 anni, Salvatore Trosie, 45enne, Franco Raiola, di 37 anni, Antonio Cortese di 49 anni e Salvatore Cortese di 28.L’inchiesta è condotta dal pm Caputo della Procura di Napoli e i 12 indiziati lunedì compariranno davanti al gip Cananzi per la convalida dei fermi. Ad incastrarli ci sono delle intercettazioni telefoniche dalle quali emerge il quadro accusatorio. I fermati infatti parlano di “andare a lavorare con palo e cazzuola”. Oppure “Il tappo del buco vecchio come stava?”. Ma anche “Se arriva la polizia spariamo” si ascolta in una conversazione.
Napoli, sgominata la banda del buco: 12 fermi. ‘Il tappo del buco come sta? Se arriva la polizia spariamo’
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