“Ancora una volta, dopo lo sgomento per il ferimento della bimba e mentre ancora trepidiamo per la sua sorte, ci tocca anche la pena di assistere alla stracca e inconcludente rassegna di dichiarazioni, vertici di sicurezza e promesse di rinforzi mai mantenute. Napoli era e resta abbandonata a sè stessa, ai suoi enormi e secolari problemi che segnano la vera forza della violenza camorristica. Solo rendendo Napoli un caso nazionale, con tutto quanto ne conseguirebbe in termini di investimenti eccezionali in giustizia e sicurezza, e coordinando adeguatamente l’azione repressiva con la dovuta azione di prevenzione, potremo conseguire risultati soddisfacenti”. E’ quanto scrive, in una nota, l’ex procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, capolista alle Europee nella circoscrizione Sud per il Pd. “La situazione della giustizia a Napoli è al tempo stesso drammatica e vergognosa per la sua inadeguatezza rispetto alla domanda dei cittadini, come denunciato dai presidenti della corte di appello e del tribunale. Quest’ultimo sta per andare in pensione in anticipo per l’isolamento e l’indifferenza che avverte intorno a sé”, aggiunge Roberti sostenendo che “nessuno batte ciglio, a cominciare dal ministro della giustizia”. “Le forze dell’ordine fanno quello che possono con le scarse risorse di cui dispongono, ma è tempo di dire che anche le forze dell’investigazione possono e debbono essere non solo incrementate di numero ma anche dotate dei migliori elementi. Non possiamo aspettare il reclutamento e la formazione di nuovi agenti, occorre mandare a Napoli i migliori investigatori già operanti, mettendoli in condizione di lavorare sempre più efficacemente. Il territorio va controllato in maniera capillare, ormai non esistono più zone franche, da Chiaia al Vasto stiamo assistendo al dilagare di una violenza criminale non compatibile con lo stato di diritto”, conclude l’ex procuratore nazionale antimafia.
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