Napoli, questione disabili, è il regolamento

“Siamo ovviamente dispiaciuti dell’accaduto ma va detto che gli steward hanno semplicemente applicato il regolamento d’uso dell’impianto che all’atto dell’acquisto del biglietto per la partita viene implicitamente approvato dall’acquirente”. Lo afferma Alessandro Formisano, capo delle operazioni del Napoli, commentando la vicenda del commercialista sannita Antonio Medici al quale e’ stato detto, in occasione di Napoli-Arsenal, che non era possibile entrare con le stampelle nello stadio San Paolo. Il Napoli ricorda l’articolo 21 e le proibizioni previste dalla norma: ‘Bottiglie, lattine o contenitori di vetro o di qualsiasi altro materiale (le bevande devono essere versate in bicchieri di plastica o carta), ombrelli a punta, caschi, cinture con pesanti borchie di metallo, bastoni, materiale imbrattante o inquinante ed ogni altro oggetto anche astrattamente idoneo ad offendere in relazione alle circostanze di tempo e di luogo ovvero che l’autorita’ presente allo stadio reputi vietato; stampelle ed altri accessori od ausili; gli steward, in presenza di elementi che facciano fondatamente ritenere possibile la destinazione ad usi impropri di tali oggetti e strumenti, potranno denegare l’assenso. E’ fatto divieto, sempre secondo la normativa sulla sicurezza, l’introduzione all’interno dell’impianto sportivo di passeggini e carrozzine per infanti”. Il Napoli ricorda anche che non e’ previsto “alcun servizio di custodia di tali oggetti” e che al San Paolo “e’ in essere un settore denominato Disabili con 92 posti per disabili e 92 posti per accompagnatori” dove il club ha istituito un servizio dedicato di prenotazione posti.

Renato Pagano
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