Manduria, le baby gang e l’orrore

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A Manduria di Antonio Cosimo Stano resta il silenzio che lo ha accompagnato negli ultimi anni di vita. Il traffico in via San Gregorio Magno, che imperturbabile scorre davanti alla sua casa, non sa nulla di lui. Impressi sul legno del suo portone, dietro il quale sognava di arrendersi per non soffrire più, i segni dei pugni e delle bastonate che il branco sferrava perché gli venisse aperto. Assetati di violenza, i ragazzini si accanivano con forza contro quella casetta bassa proprio davanti al complesso parrocchiale di San Giovanni Bosco che oggi è un cantiere aperto. Sotto la statua del santo, appena coperta dalle lamiere che cingono l’area dei lavori e a dieci passi dalla casa dove la baby gang veniva vista e sentita più volte in azione, un messaggio che oggi lascia l’amaro in bocca: ‘Don Bosco, un prete che amava e credeva nei giovani’. Quei giovani che oggi, all’uscita di scuola – proprio davanti al l’abitazione degli unici due parenti della vittima – negano di conoscere i bulli. “Abbiamo sentito, ma non conosciamo chi ha picchiato quell’uomo”. “Una brava persona Antonio – dicono a Manduria – indifesa e sola” e abbandonata. (Sil/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 27-APR-19 14:05 NNNN


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