AGGIORNAMENTO : 14 Febbraio 2026 - 19:30
12.7 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 14 Febbraio 2026 - 19:30
12.7 C
Napoli

Castellammare, il pentito: ‘Il boss ordinò niente spaccio a Scanzano, attira le forze dell’ordine’

SULLO STESSO ARGOMENTO

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Castellammare di Stabia. Nessuna piazza di spaccio a Scanzano perché avrebbe attratto l’attenzione delle forze di polizia nel quartiere. Questa era la volontà del boss Vincenzo D’Alessandro che era, all’epoca dei fatti, latitante in Calabria. La volontà di lasciare al rione Savorito quale piazza di spaccio principale della città la motiva lo stesso D’Alessandro. E’ quanto emerge nelle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Vincenzo Polito che racconta agli investigatori di un suo incontro proprio con Vincenzo D’Alessandro in Calabria. Le dichiarazioni sono contenute nell’avviso di conclusione indagini firmato dal pm Giuseppe Cimmarotta della Dda di Napoli che alcune settimane fa è stato notificato a 30 tra boss e gregari della cosca di Scanzano. Si tratta di un filone della maxi inchiesta denominata “Tsunami” con 99 persone iscritte nel registro degli indagati.
“Durante un nostro incontro in Calabria, D’Alessandro Vincenzo – racconta il pentito Polito il 9 febbraio 2011 nel corso di una deposizione davanti al pm Claudio Siragusa – mi ha detto che a Scanzano non doveva essere aperta nessuna piazza di spaccio, perché avrebbe attirato nel quartiere l’attenzione della Polizia. D’Alessandro Vincenzo mi ha detto che l’unica piazza di spaccio che doveva operare a Castellammare era quella del rione Savorito perché gli Imparato erano degli amici fedelissimi e avevano sempre pensato alla famiglia D’Alessandro”. Vincenzo Polito, inoltre, racconta la sua intenzione di gestire la piazza di spaccio a Scanzano. “Io volevo gestire la piazza di Scanzano ma Belviso Salvatore mi ha spiegato – dice Polito – che ognuno di noi aveva un compito e che c’era chi faceva la piazza di spaccio e chi faceva le estorsioni. Belviso mi ha detto che il mio compito era quello di fare le estorsioni sostituendo Lucchese Antonio…Belviso Salvatore aveva un buon rapporto con tutti coloro che gestivano le piazze di spaccio a Castellammare di Stabia e, quando si rivolgeva a loro per ottenere qualcosa la otteneva…”.

3. continua

LEGGI ANCHE

Castellammare. Il pomeriggio del 3 febbraio del 2009 Gino Tommasino non doveva morire. Il commando di killer del clan D'Alessandro era in giro per compiere un'altra missione: dovevano gambizzare il titolare dei campi di calcetto che si trovano a pochi metri dall'abitazione del consigliere comunale del Pd poi ucciso. Ma la vittima designata, per sua…

Continua a leggere

Truffe alle assicurazioni, sequestrati 32 Rolex a imprenditore di Vico Equense

di Redazione 30 Ottobre 2020 - 13:17 13:17

Truffe alle assicurazioni, sequestrati 32 Rolex a imprenditore di Vico Equense.   Figura anche un Rolex in oro e diamanti da 120mila euro tra i beni, per un valore complessivo di 585mila euro, che sono stati sequestrati oggi dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata all'imprenditore di Vico Equense, Gianluca Izzo, coinvolto in un'inchiesta sulle…

Continua a leggere

Castellammare di Stabia. A descrivere la figura di Alfonso Cesarano, finito nel penitenziario di Secondigliano per un’ordinanza di misura cautelare, sono i collaboratori di giustizia Raffaele Polito, Salvatore Belviso, Roberto Perrone, Giuliano Saturnino, e Cavaliere Renato. Gli altri indagati, Cesarano Saturno, il 62enne Cesarano Alfonso, Cesarano Giulio, Cesarano Catello e Cioffi Michele sono ai domiciliari.…

Continua a leggere

REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA