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Cronaca Giudiziaria

Camorra, il killer di Genny Cesarano trasferito al carcere duro

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E’ stato disposto il regime di carcere duro per il giovane e spietato killer al servizio del boss ora pentito , ovvero . Colui che ha ucciso il giovane innocente del rione Sanità, Genny Cesarano, il boss , e poi il cugino Francesco Sabatino, figlio del boss Ettore Sabatino (pure lui pentito) e infine Giuseppe Calise uomo del clan Mallo. Per il boss pentito Carlo Lo Russo, il giovane killer era il suo fedelissimo si adoravano a vicenda tanto che il capo clan di via Ianfolla da due anni pentito non esitò a definirlo il suo ‘kamikaze’. Cutarelli a soli 23 anni ha già due ergastoli sulle spalle, una condanna a 27 anni, e altri due processo che sta affrontando sempre per omicidio. Ha provato anche ad ottenere sconti di pena chiedendo scusa ai familiari delle sue vittime, come è accaduto nel caso di Genny Cesarano, Pasquale Izzi e il boss Pierino Esposito. Ma mentre il suo amico fedele e lo stesso ex capo che lo ‘manovrava’ hanno deciso di pentirsi, lui invece non ha mai ceduto al carcere nonostante la giovane età. E Ora è arrivato anche la decisione di carcerazione dura. Sua mamma aveva attaccato il boss Carlo Lo Russo sostenendo che aveva ‘manovrato’ il figlio.

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Afragola

Afragola, sfrattato da figlio e costretto a vivere in garage: arrivano le condanne

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Agitato, affamato e in condizioni igieniche precarie. Si presento’ cosi’, il 10 ottobre dell’anno scorso, negli uffici della polizia municipale di Afragola un pensionato di 79 anni costretto a vivere in un garage all’interno del Rione Salicelle ad Afragola.

Vedovo e padre di un figlio maschio e due figlie femmine, l’uomo spiego’ agli agenti l’inferno che stava vivendo da quando era morta la moglie nel luglio 2014. Il figlio e la nuora l’avevano sfrattato dall’appartamento di edilizia popolare a lui assegnato, costringendolo a vivere in un garage abusivo e poco attrezzato, tra insetti e topi e senza bagno. L’anziano era infatti costretto a utilizzare un secchio per i propri bisogni fisici.

L’uomo percepiva una pensione di circa 650 euro, utilizzata dal figlio e della moglie di quest’ultimo per pagare l’affitto dell’abitazione e garantire assistenza al loro bambino disabile. Le altre due figlie dell’uomo avrebbero piu’ volte sollecitato il padre a trasferirsi in casa con loro, senza pero’ ottenere risultati. Ieri il gup del tribunale di Nord ha condannato Antonio Tontaro, il figlio dell’uomo, e Marianna Mazzuoccolo, sua nuora, a tre anni di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e per abbandono di incapace.

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