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Sandro Ruotolo su fb: ‘La mafia è una montagna di merda’

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“Avevo deciso di non dire nulla per il rispetto che ho delle istituzioni. E non dirò nulla per le decisioni che riguardano la mia protezione. Ma una cosa voglio dirvi: vorrei ringraziarvi uno a uno per la marea d’affetto, di solidarietà, di stima che mi state dimostrando. E i messaggi che più mi colpiscono sono i vostri, quelli delle persone che incontro nel paese reale, che ho conosciuto nella mia lunga vita di cronista e della comunità con cui sto in contatto sui social media. Difenderò sempre la mia indipendenza che non vuol dire non aver un punto di vista, la mia autonomia, l’amore per il mio paese. In queste ore, in tanti rappresentanti della società civile si sono esposti pubblicamente per me e lì ringrazio. La mafia è una montagna di merda”. Così oggi sul suo profilo facebook il giornalista Sandro Ruotolo parla della decisione del ministro degli Interni, Matteo Salvini di revocargli la scorta.

 Gustavo Gentile

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Nelle circa trecento pagine di motivazioni viene ricostruita una realtà nella quale la Curva Sud del Milan agiva come un’organizzazione autonoma, fondata su intimidazioni e violenze, senza condividere la gestione degli affari con altri gruppi. Un controllo ferreo che garantiva incassi costanti provenienti dal bagarinaggio dei biglietti, dal merchandising e dalla gestione dei parcheggi attorno allo stadio. Dall’altra parte, la Curva Nord dell’Inter viene descritta come un contesto funzionale agli affari illeciti, protetto da un rapporto di tipo mafioso con il clan Bellocco, con l’aggravante dell’associazione mafiosa pienamente riconosciuta. In questo quadro si inserisce anche il patto di non belligeranza tra le due tifoserie, pensato per evitare conflitti e massimizzare i profitti.

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