“Non ci fermiamo davanti a nessun sabotaggio e a nessuna campagna di disinformazione”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania e commissario regionale alla sanita’ Vincenzo De Luca nel corso del suo intervento a un convegno all’ospedale Cardarelli di NAPOLI. De Luca, nei giorni scorsi, aveva piu’ volte adombrato il sospetto di sabotaggio per gli episodi delle formiche e degli allagamenti all’ospedale San Giovanni Bosco di NAPOLI. Riferendosi all’ospedale al centro dei casi di cronaca, De Luca ha aggiunto: “Negli ospedali si fanno le gare per le imprese di pulizia, non si fanno le proroghe per 15 anni. Quindi ora facciamo le gare e cosi’ vediamo se si fanno le pulizie”. Il governatore ha elencato anche alcuni problemi della sanita’ campana, come le aggressioni ai medici, spiegando che “i medici non partecipano ai concorsi sui pronto soccorso e quei pochi che vincono il concorso se ne scappano dopo qualche giorno”. E rivolgendosi alla platea dei medici in sala, ha affermato: “Governare qui la sanita’ – ha detto – non richiede un lavoro amministrativo ma da capitano di ventura, con la spada e la corazza. Vi e’ capitato un capitano di ventura sfruttatelo per cambiare le cose”.
Casoria– Un raid punitivo in piena regola, consumato tra i banchi di scuola sotto gli occhi terrorizzati degli studenti. È quanto accaduto all'Istituto professionale "Torrente" di Casoria, dove la madre di due alunni ha aggredito brutalmente una docente di Matematica durante l'orario di lezione. L'insegnante è stata costretta a ricorrere alle cure ospedaliere, mentre sull'episodio…
Benevento – Tragico epilogo per la violenta aggressione avvenuta lo scorso mese nel popoloso Rione Libertà. Il cuore di Mario Capobianco, 68enne beneventano, ha smesso di battere presso l’ospedale "San Pio", dove era ricoverato in condizioni disperate dalla sera del 24 gennaio. Troppo gravi le lesioni riportate durante il pestaggio, in particolare i traumi alla…
Napoli – La notizia che nessuno avrebbe voluto ascoltare, quella che si temeva ma che si sperava di poter scacciare via, è arrivata come una sentenza inappellabile. Il bambino ricoverato all’ospedale Monaldi, sopravvissuto per oltre cinquanta giorni attaccato a un macchinario dopo aver ricevuto un "cuore bruciato", non è più trapiantabile. A spegnere l’ultima luce…
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