Giuseppe Alfieri, il massaggiatore di Cava de’ Tirreni accusato di violenza di gruppo su un minore è stato condannato a nove anni e otto mesi di reclusione e una provvisionale di trentamila euro a favore dell’allora diciassettenne, vittima delle sue attenzioni e di quelle degli altri imputati in regime di abbreviato. Il giudice per le indagini preliminari de tribunare di Salerno, Mariena Albarano, si è epressa anche nei confronti di Simone Criscuolo, condannato a otto anni di reclusione, e di Salvatore Ultimo condannato a sei anni e otto mesi. Nel collegio difensivo anche l’avvocato Francesco Rizzo mentre a rappresentare la parte civile c’era l’avvocato Agostino Allegro. A carico di Alfieri, rispetto alle richieste del sostituto procuratore Elena Guarino, sono venute a cadere soltanto alcune contestazioni sulle pedopornografia per immagini ritrovate nel suo cellulare. Per il resto la condanna del gip Albarano ha ricalcato quasi in pieno le richieste del pm Guarino. Nonostante alcune lacune e contraddizioni nel racconto della vittima, il pm Elena Guarino non ha mai avuto dubbi sul fatto che il gruppo di uomini abbia manipolato il ragazzo per abusare di lui, accompagnandolo, piano piano, verso la decisione di concedersi, prima attraverso simulazioni con i pupazzi e poi con atti orali fino allo stupro di gruppo. Ma non solo. Il magistrato ha sempre sostenuto che quegli uomini adulti avrebbero approfittato di un suo leggero deficit mentale per soggiogarlo psicologicamente. Le indagini presero il via agli inizi del 2016 in seguito alla denuncia della madre della giovane vittima, e si sono da subito concentrate sul periodo compreso tra l’ottobre 2015 e l’aprile 2016 quando il ragazzo, dopo essere stato avvicinato dal titolare del centro, sarebbe caduto in un vortice di violenza e minacce. È stato lui a raccontare nel dettaglio tutto quanto accaduto. A partire da quando è stato adescato da Alfieri: non era solo ma in compagnia di un amico suo compagno di classe. I due avrebbero dovuto sottoporsi ad una seduta di massaggio semplicemente come modelli per sponsorizzare le attività del centro. Già nel corso del primo appuntamento, però, le cose sarebbero andate diversamente e il massaggio avrebbe acquisito una connotazione strettamente erotica. I due ragazzi sarebbero stati spinti sul lettino e costretti a palpeggiamenti alle parti intime. La stessa cosa si sarebbe ripetuta nell’incontro successivo di dicembre 2015. La situazione, però, sarebbe precipitata solo successivamente quando a restare nelle grinfie di Alfieri sarebbe rimasto solo il ragazzo di diciassette anni che avrebbe cominciato a subire vere e proprie minacce: i filmati degli incontri precedenti sarebbero finiti in rete e lui sarebbe stato addidato come omosessuale. Nell’aprile 2016 lo stupro di gruppo.
Nove anni di carcere al massaggiatore accusato di violenza su un minore
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