Niente carcere per Fabrizio Corona come aveva chiesto la Procura generale di Milano ma conferma dell’affidamento terapeutico territoriale che diventa definitivo dato l’esito “positivo” del suo percorso. Lo ha deciso oggi il Tribunale di Sorveglianza di Milano che ha accolto la richiesta del legale dell’ex agente fotografico, Antonella Calcaterra, e ha respinto la proposta di revoca della misura alternativa formulata nell’udienza di lunedi’ scorso dall’Avvocato generale Nunzia Gatto, che ora certamente ricorrera’ per Cassazione, per via delle numerose violazioni alle prescrizioni. Nel provvedimento, firmato dal giudice Simone Luerti, si sostiene invece che l’ex ‘re dei paparazzi sta compiendo “numerosi passi avanti” e in sostanza sta cambiando regime di vita essendo stato anche accertata la sua “totale e costante astinenza dall’uso di stupefacenti ed alcool”. Passi avanti anche nel lavoro che da una gestione “quasi completamente in ‘nero’ e in contanti” e’ passato a una gestione “trasparente” e improntata alla “legalita’”. Ma quel che nell’ordinanza si e’ tenuto a chiarire e’ che nel caso di Corona e’ stato applicata, come prevede l’ordinamento penitenziario, “l’individualizzazione del trattamento” in base alla sua personalita’ e alla sua professione. Che “sia un personaggio pubblico che suscita opinioni molto controverse”, si legge nell’atto, e’ “un dato di fatto ineliminabile” dal quale il Tribunale “non puo’ prescindere”, anche se nel suo giudizio ha inteso “restare ancorato ai canoni di valutazione propri della misura alternativa, senza ricorrere a scivolosi e impropri criteri estetici, morali, o peggio moralistici, contrabbandando per affermazione della legalita’ la reazione istintiva” che la sua immagine “puo’ provocare in alcuni”. E di fronte alle molte violazioni indicate una per una dal pg Gatto, tra cui l’insulto che rivolse al sostituto pg Maria Pia Gualtieri – il gip di Brescia ha archiviato l’indagine – o il litigio in tv con Ilary Blasi al ‘Gf’ vip nonostante il divieto di partecipare alla trasmissione, la replica: “Il computo algebrico delle mancanze appare inadeguato a mettere in discussione l’imponente impegno da parte dei servizi e i numerosi passi avanti dell’affidato nelle componenti essenziali della misura”. Quindi Corona, salvo sorprese o un cambio di passo da parte sua, andra’ avanti a scontare la pena residua di 6 anni, 7 mesi e 18 giorni di reclusione, frequentando una volta alla settimana lo Smi, il Servizio multidisciplinare integrato, e seguendo una serie di prescrizioni come i controlli medici e psicologici, colloqui con l’Uepe, e tornando a casa alle 23.30 per rimanervi fino alle 6 del mattino dopo. E per le trasferte in altre regioni o le apparizioni in programmi tv in tarda serata dovra’ avere, di volta in volta, autorizzazioni specifiche.

Fnsi e sindacato giornalisti: ‘Giornalisti minacciati a Mariglianella’

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