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Cronaca Napoli

Napoli, come in Gomorra: serra di marijuana in un locale del comune a san Giovanni a Teduccio

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. Come in Gomorra 3, come le piante di marijuana  che crescevano nella chiesa sconsacrata alla sanità e scoperta due anni fa della polizia, questa volta i clan di San Giovanni a Teduccio, zona d’Amico “Pirata” si erano appropriati di locali di proprietà del comune e avevano messo in piedi una vera e propria serra artigianale di marijuana. E così ieri pomeriggio, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato San Giovanni Barra, hanno trovato e sottoposto a sequestro 64 piante di marijuana, coltivate, da soggetti ancora da identificare, in un locale terraneo di proprietà del Comune di Napoli, in attesa di assegnazione quale negozio, nella via Villa San Giovanni , settore D.I poliziotti, nel corso di mirati servizi di controlli tesi al contrasto ed alla prevenzione del dilagante fenomeno del traffico di droga, hanno percepito nei pressi del locale di via Villa San Giovanni, un forte odore e, ritenendo che poteva essere occultata sostanza stupefacente, hanno chiesto l’ausilio dei vigili del fuoco per accedere all’interno.

L’apertura del cancello ha confermato il sospetto degli investigatori che si sono trovati di fronte ad una “serra” dove le piante, verosimilmente di Marijuana, erano in evidente stato di maturazione, all’interno di vasi ed esposte ad un impianto fototermico artigianale che ne consentiva la rapida crescita. L’intervento di personale specializzato della Polizia scientifica ha proseguito con i controlli e le verifiche tecniche necessarie. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria, tempestivamente informata. Sono in corso ulteriori indagini volte all’individuazione dei responsabili dell’illecita coltura.

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Cronaca Napoli

Manifestazione al Vomero contro le chiusure, tensioni con le forze dell’ordine

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Manifestazione al Vomero contro le chiusure, tensioni con le forze dell’ordine.

 

Alcune centinaia di persone si sono radunate a , nell’area di Piazza Vanvitelli e nel corso pedonale di Via Scarlatti, per protestare contro i provvedimenti del governo e della Regione Campania per il covid19.  Momenti di tensione con le forze dell’ordine che ad un certo punto hanno cercato di fermare il corteo che si stava snodando da piazza Vanvitelli, per  via Luca Giordano verso piazza degli Artisti e poi piazza Medaglie d’oro. Le forze dell’ordine hanno strappato uno striscione che teneva testa al corteo. “Vergogna, vergogna” hanno gridato all’indirizzo delle forze dell’ordine i manifestanti on le mani alzate. “Non ci possono fermare perchè siamo in orario consentito e noi stiamo passeggiando”. Poi è tornata la calma e i manifestanti hanno continuato a sfilare per le strade del Vomero. Cori anche all’indirizzo del governatore De Luca.

“Due metri di dissenso, prima sostegno e poi lockdown” e’ il cartello che circa trenta di loro avevano in mano nel corso di un sit in in via Scarlatti, protestando per la chiusura dei locali alle 18 e per il crollo del lavoro di attivita’ come le palestre. I manifestanti scandiscono “liberta’, liberta’”. L’area – nel quartiere Vomero – e’ presidiata da molte camionette delle forze dell’ordine. Ai commercianti, ai ristoratori e agli studenti si sono uniti anche gestori di palestre e personal trainer.. Domani, un’altra manifestazione di commercianti, sempre alle 22 e’ programmata in corso Secondigliano, nel quartiere Nord del capoluogo.

“Siamo alla disperazione, alla canna del gas – urla un commerciante – bloccate gli F24 e fate arrivare la cassa integrazione di maggio”. I manifestanti indossano le mascherine, ma qualcuno ha sul viso delle maschere di cartone che raffigurano il volto del governatore Vincenzo De Luca. In piazza ci sono anche alcuni docenti, che chiedono il ritorno alla didattica in presenza. “Quando la cura e’ peggiore del male, Portici si ribella contro il nuovo Dpcm”, recitava lo striscione portato da alcuni studenti della città vesuviana e che è stato strappato.

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