Una richiesta di risarcimento per il danno provocato allo stop della produzione in seguito all’incendio scoppiato il 26 ottobre scorso all’interno dell’azienda Lea nella zona industriale di Marcianise. E’ la richiesta avanzata in un ricorso presentato da una delle aziende presenti nella zona Asi e che sono state costrette a chiudere per quasi dieci giorni dopo il rogo di rifiuti nel sito che era stato oggetto anche di un sequestro da parte della Guardia di Finanza.
Ed ora il rischio è che sia l’azienda che la Regione Campania (che ha autorizzato l’insediamento) siano costrette a pagare un risarcimento. Quantizzato, nel ricorso a firma dell’avvocato Renato Labriola, in oltre 300mila euro per le penali e la mancata produzione che sono state causate dall’ordinanza con la quale il sindaco Antonello Velardi ha disposto la chiusura di tutte le aziende nel raggio di 300 metri da dove era scoppiato l’incendio. “Il danno creato dal rogo – si legge nel ricorso – è unicamente da ascriversi sia ai mancati controlli che all’insufficienza o l’assenza delle misure di sicurezza specifiche per gli impianti di stoccaggio e trasformazione che hanno configurato un illegittimo agire delle amministrazioni intimate”.
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