“Prioritaria, in Italia, una seria politica di prevenzione dei rischi. Urge un piano straordinario di manutenzione, monitoraggio e messa in sicurezza delle opere e del territorio”. Lo affermano, in una nota congiunta, Alfonso Aliperta, presidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria, Giulio Iovine, vicepresidente dell’Ordine dei Geologi della Calabria e ricercatore CNR-IRPI di Cosenza e Francesco Arcangelo Violo, segretario del Consiglio nazionale dei Geologi. “Lo stato delle conoscenze e lo sviluppo tecnologico della Geologia applicata e dell’ingegneria – proseguono – sono, ormai, talmente avanzati che non e’ piu’ possibile nascondersi dietro il paravento delle ‘fatalita’ imprevedibili’. Simili necessita’ vengono, in realta’, sbandierate dalla nostra classe politica e dirigente ad ogni tragedia, ma poi finiscono rapidamente nel dimenticatoio, superati l’emergenza e il cordoglio, con il pretesto delle ristrettezze economiche o di altre priorita’ (forse piu’ remunerative, in termini elettoralistici). Molte delle infrastrutture viarie italiane furono costruite nel dopoguerra e si rifanno dunque a procedure di progettazione, tecniche costruttive e normative ormai superate. Purtroppo tali opere sono spesso carenti anche dal punto di vista degli studi geologici, ovvero nella conoscenza dei materiali costituenti il sottosuolo e dei rischi naturali cui sono esposte, poiche’ il contributo di tali discipline non era nemmeno contemplato dalle normative all’epoca vigenti. In Italia, migliaia di ponti e viadotti presentano simili carenze conoscitive e tecnico-progettuali. Oltre a tali aspetti, occorre considerare anche il fattore tempo, in termini di alterazione e deterioramento delle caratteristiche tecniche dei materiali costituenti le opere, a causa degli agenti esogeni e dei carichi dinamici. Negli ultimi anni, numerosi tratti di infrastrutture di trasporto (viarie e ferroviarie) in Calabria sono state danneggiate o distrutte proprio a seguito di eventi di dissesto geo-idrologico, legati sempre piu’ spesso a ‘bombe atmosferiche’, ovvero a piogge convettive, brevi e molto intense, che colpiscono settori limitati del territorio. Si pensi, ad esempio, alle strade provinciali. Le Amministrazioni Provinciali, recentemente riformate, hanno il gravoso compito di dover gestire migliaia di chilometri di rete a fronte di insufficienti trasferimenti di risorse dallo Stato , e sono chiamate a garantire servizi fondamentali. Per dare una soluzione concreta a dette criticita’ e’ indispensabile attuare una seria politica di prevenzione dai rischi, finalizzata alla tutela della pubblica incolumita’. Con l’approvazione di un piano straordinario di manutenzione, monitoraggio e messa in sicurezza delle opere esistenti e del territorio, si potrebbe ottenere nell’immediato un sicuro rilancio occupazionale e, nel medio-lungo periodo, anche un consistente risparmio economico. La prevenzione del rischio geo-idrologico non puo’, in ogni caso, prescindere da serie attivita’ di programmazione degli interventi di mitigazione, sia strutturali sia non strutturali. A tale riguardo, occorrono pero’ regole chiare che consentano di definire le priorita’ di attuazione, correggendo l’attuale frammentazione delle competenze e colmando i vuoti normativi. In tale contesto, e’ fondamentale salvaguardare il ruolo delle Autorita’ di Bacino/Distretto, che costituiscono un prezioso riferimento tecnico per tanti professionisti e amministratori pubblici, oltre che un baluardo di legalita’ nella salvaguardia del territorio. Inoltre, e’ quanto mai urgente completare il Progetto CARG (avviato alla fine degli anni ’80) per la realizzazione della Carta Geologica in scala 1:50,000, e istituire, anche in Calabria,un Servizio Geologico regionale, oltre a rifondare il Centro Cartografico per assicurare la disponibilita’ di dati territoriali accurati e aggiornati. In tale ottica, non puo’ essere sottaciuta l’improrogabile necessita’ di un potenziamento degli uffici tecnici regionali (ex Genio Civile), con la presenza stabile in organico di geologi e ingegneri strutturisti per il rilascio dei nulla osta sismici. Gli eventi tellurici ripropongono la necessita’ urgente di predisporre e avviare un Piano di Prevenzione dal Rischio Sismico che definisca procedure e azioni concrete in un territorio frequentemente colpito da terremoti di rilevante energia. Urge un piano di prevenzione organico che consideri i vari aspetti legati alla sicurezza (geologici, sismici, caratteristiche strutturali degli edifici, viabilita’, ecc.) e le peculiarita’ architettoniche, paesaggistiche, sociali ed economiche, e che sia fondato sulla conoscenza tecnico-scientifica delle costruzioni e delle pericolosita’ geologiche”. “Analogamente – concludono i geologi – ristagna la discussione sull’adozione del cosiddetto ‘fascicolo del fabbricato’, uno strumento che, se basato anche su aspetti geologico-tecnici, consentirebbe di rendere maggiormente consapevole la popolazione in merito alle caratteristiche geologiche e ai rischi presenti nel proprio contesto ambientale. Per non parlare delle conseguenze del malcostume, tipicamente italico, delle proroghe, delle sanatorie e dei condoni periodici”.
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