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Italia

Porta a casa computer e smartphone della scuola: giudice sospende un dirigente salernitano

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. Dirigente amministrativo porta a casa computer e smartphone acquistati con i soldi della in cui lavorava: interdetto per sei mesi dal giudice. E’ questo il risvolto di un’inchiesta a carico di un dirigente amministrativo di 53 anni originario della provincia di Salerno e in servizio in un istituto superiore di Firenze. Secondo le accuse della procura, si sarebbe appropriato, portandoli a casa, di computer e smartphone acquistati con i soldi della e anche per essersi ‘pagato’ attivita’ extrascolastiche che, sempre secondo le accuse, non avrebbe mai effettuato. L’accusa nei confronti dell’uomo, 53 anni, originario della provincia di Salerno ma residente nell’hinterland fiorentino, è . L’indagine, che riguarda gli anni scolastici compresi tra il settembre 2011 e il giugno 2017, ha avuto origine da una denuncia della preside, che aveva svolto controlli su spese e materiali: quelli trovati a casa del direttore non risultavano inventariati.

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Attualità

Picchiatori, recupero crediti e tanta violenza. Questa è la vita dei Fratelli Bianchi

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Più passano i giorni e più vengono fuori fatti e storie della vita dei due fratelli,delle loro famiglie e dei loro amici.Ci sono ancora situazioni poco chiare che in queste ore vengono verificate dalle forze dell’ordine.

Vanno avanti le verifiche sul tenore di vita dei due fratelli e sulle loro fonti di reddito.Si cerca di capire tutte le dinamiche che hanno portato a farsi che i fratelli Bianchi,i picchiatori di Artena conosciuti in tutta zona , siano sempre riusciti a “cadere in piedi”.E’ incredibile che in tutti questi anni lo Stato non sia intervenuto in modo definitivo nonostante i segnali c’erano tutti.

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Violenza,spavalderia,la consapevolezza di poterla fare franca e di riuscire ad essere sempre impuniti o comunque mai in modo esemplare e definitivo.
E probabilmente una vicinanza ad ambienti malavitosi che usava i picchiatori di Artena per recuperare “crediti” . Si ritiene infatti che i ragazzi svolgessero la “professione” di esattori per i pusher locali e che passassero le serate a recuperare i “crediti” usando violenze,prevaricazione fino all’utilizzo di corpi contundenti.
Ma da dove arriva tutta questa violenza ? Si sa la mela non cade mai lontano dall’albero e quindi ci si chiede se tutta questa rabbia,questa “vita” all’insegna della prevaricazione di gruppo non sia qualcosa che deriva dagli “insegnamenti” e  ” dall’educazione” avuta dai genitori dei  fratelli Bianchi.
Infatti è stato chiesto il sequestro dei beni della famiglia Bianchi e la revoca del reddito di cittadinanza al padre poicchè ,secondo la guardia di finanza di Colleferro, il sussidio è stato elargito grazie a una falsa dichiarazione all’Inps ; “Vi assicuro che i due ragazzi non sanno nemmeno cosa sia il reddito di cittadinanza”, ha detto il legale dei “gemelli”, Massimiliano Pica;
Intanto in Procura è stata depositata anche la richiesta di sequestro dei conti correnti e degli altri beni per il recupero della cifra: Ruggero Bianchi dovrà restituire 27mila euro. Intanto vanno avanti le verifiche sul tenore di vita dei due fratelli e sulle loro fonti di reddito.L’elevato tenore di vita dei due ragazzi, fra vacanze di lusso, orologi d’oro, vestiti firmati e auto costose, è sotto controllo da parte degli inquirenti sin dalle prime ore successive all’omicidio. Come la villa sulla collina di Colubro, frazione di Artena, dove i giovani vivono insieme ai genitori.

Ma anche le famiglie dei loro “amici” vengono scrutate e scandagliate nonostante i genitori come il padre di Pincarelli,Stefano prende le distanze dal figlio (nonostante il genitore non sia un “santo”) dichiarando che “Quando è cominciata quella rissa lui ha preso le parti di quel Belleggia, quello che ha cantato… Sono tutti responsabili, ma quel cretino che ha chiesto aiuto ai fratelli Bianchi…la lite ormai era finita”, dice Stefano Pincarelli a Repubblica” e aggiunge che  “Ci dispiace più per quel ragazzo morto che per il figlio che sta in galera“ come riportato anche sul ilfattoquoditiano.it

 

 

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Coronavirus

Coronavirus, calano ancora i contagi in Italia: sono 1587, ma aumentano le terapie intensive

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Coronavirus, calano ancora i contagi in Italia: sono 1587, ma aumentano le terapie intensive.

Cala il numero di nuovi contagi da coronavirus insieme ai decessi e ai ricoverati con sintomi. Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati registrati 1.587 nuovi casi contro i 1.638 di ieri. In calo anche i tamponi che sono passati dai 103.223 di ieri agli 83.428 di oggi. I morti sono 15 contro i 24 di ieri, con il totale delle vittime da inizio emergenza che arriva quindi a 35.707.

Dal bollettino quotidiano del ministero della Salute si apprende inoltre che il totale dei dimessi/guariti e’ pari a 218.351 (+635), mentre il totale degli attualmente positivi sale a 44.098 (+937). Al momento sono 2.365 i ricoverati con sintomi, 15 in meno di ieri, mentre in terapia intensiva si trovano 222 persone con un incremento di cinque. Sono poi 41.511 i positivi che si trovano in isolamento domiciliare.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, le regioni dove e’ stato registrato il maggior numero di nuovi casi sono la Lombardia (211), il Veneto (173), la Campania (171) e il Lazio (165). L’Abruzzo e’ l’unica regione a contagi zero, ma si registrano meno di dieci nuovi casi in Valle d’Aosta (3), Basilicata (6) e Molise (1).

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