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Cronaca Giudiziaria

Napoli, confermato l’ergastolo per l’orco di Caivano

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La terza Corte d’Assise di Appello di Napoli, presidente Vincenzo Mastursi, ha confermato la condanna all’ergastolo inflitta in primo grado circa un anno fa: , detto Titò, è ritenuto colpevole di avere abusato della piccola e per averla scaraventata dal terrazzo dell’ottavo piano quando lei si ribellò all’ennesima aggressione nel Parco Iacp di Caivano, il 24 giugno 2014.
Confermati anche i 10 anni di reclusione all’ex compagna di Titò, Marianna Fabozzi (attualmente domiciliari con divieto di frequentare minori), che era imputata di concorso in violenza sulla più piccola delle sue tre bambine, amiche di Fortuna, secondo gli inquirenti anche loro violentate da Caputo. La Fabozzi è ancora indagata per l’omicidio doloso del figlio Antonio.

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Benevento e Provincia

Scarcerato l’autista dell’Eav trovato con droga nella borsa sul bus

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Si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto, innanzi al G.I.P. dl Tribunale di Napoli, a carico dell’autista Sannita, dipendente dell’EAV, difeso dall’Avv. Vittorio Fucci jr.

In particolare l’autista era stato tratto in arresto, a Napoli, il 15 settembre dai Falchi della squadra mobile, perché ritenuto presuntivamente responsabile di detenzione aggravata ai fini di spaccio di oltre 110 gr. di hashish.

Secondo gli investigatori, l’autista sarebbe stato visto mentre un giovane gli consegnava un involucro.

Subito dopo il giovane si sarebbe dileguato a bordo di una motocicletta, mentre l’autista veniva fermato allorquando, a fine corsa, si fermava in un’area di sosta. Quindi scattava la perquisizione e successivamente l’arresto.

All’esito dell’udienza di convalida il G.I.P., accogliendo l’istanza dell’Avv. Vittorio Fucci jr, disponeva la scarcerazione dell’autista sannita, concedendogli i domiciliari in attesa di ulteriori approfondimenti di indagini.

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Cronaca Giudiziaria

Camorra, la Cassazione: Salvatore Fido non fu il mandante dell’omicidio Di Pede

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salvatore fido

Per la Corte di Cassazione non fu il ras Salvatore Fido detto O’ Chio a decretare la morte di Vincenzo Di Pede e quindi non fu il mandante.

 

Per questi fatti il Tribunale del Riesame di Napoli aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP ritenendo che le dichiarazioni del pentito che lo accusava fossero generiche e poco credibili.Il collaboratore di giustizia Umberto D’Amico aveva infatti affermato di essere a conoscenza dei fatti per delle confidenze che gli avrebbe fatto Fido durante un periodo di detenzione in comune.

La DDA aveva proposto ricorso avverso la decisione del Tribunale della Libertà ma la Suprema Corte lo ha respinto. Fido Salvatore, assistito dal collegio difensivo composto dagli avvocati Domenico Dello Iacono, Leopoldo Perone e Giuseppe Milazzo per questo episodio resta libero. In attesa del processo davanti alla Corte d’appello che lo vede imputato come nuovo capo ed organizzatore del Clan Mazzarella.

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