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Mondiali: Croazia, ancora di rigore

Non finiva mai Russia-Croazia. Una partita emozionante. Intensa. Sbloccata da una magia di Cheryshev e poi ribaltata dalla squadra di Dalic. Con Kramaric certo, ma soprattuto con la solita palla inattiva, e l’inzuccata di Vida. A cinque minuti dal 120’ sembrava tutto finito. Anche le speranze di una Russia eroica. Straordinaria. Pragmatica e ostinata. Ma […]

    Non finiva mai Russia-Croazia. Una partita emozionante. Intensa. Sbloccata da una magia di Cheryshev e poi ribaltata dalla squadra di Dalic. Con Kramaric certo, ma soprattuto con la solita palla inattiva, e l’inzuccata di Vida. A cinque minuti dal 120’ sembrava tutto finito. Anche le speranze di una Russia eroica. Straordinaria. Pragmatica e ostinata. Ma con un altro colpo di testa, e un’altra palla inattiva, è arrivato il nuovo pari di Mario Fernandes. Un motivo ricorrente di questi quarti di finale. Varane per la Francia. Fernandinho contro il suo Brasile. E Maguire per l’Inghilterra. Il prossimo avversario dei croati, duri a morire come la squadra di Cherchesov, ancora in campo per 120 minuti così come il suo avversario. Dimostrando, la Russia, di essere squadra vera. Di avere il cuore. E di essere usciti a testa alta. Nella sfida dei nervi e degli episodi. Come quello del vantaggio di Cheryshev, sintesi perfetta di una squadra cinica e spietata, capace di sfruttare al meglio ogni propria arma. La difesa chiusa, per esempio, ma anche le sponde di Dzyuba e gli inserimenti dei centrocampisti. Come quello del giocatore del Villarreal, appunto, che ne mette a segno uno perfetto, raccogliendo il pallone e mettendolo col mancino sotto la traversa. Una magia! Poi il pari di Kramaric, anche questo a sorpresa. Nel miglior momento dei padroni di casa galvanizzati dal vantaggio. Mandzukic gestisce il pallone e crossa per l’inserimento centrale del compagno. Colpo di testa e rete. Un risultato giusto che ha portato le due formazioni al break. Con lo stesso punteggio con cui si chiuderà anche il novantesimo minuto. In mezzo una Croazia più coraggiosa, che merita la vittoria e la qualificazione. Che prende un palo (interno!) clamoroso con Perisic ma che non si scompone mai. Che non soffre mai. Nemmeno quando Subasic si fa male al 90’ appena una manciata di secondi dopo il terzo e ultimo cambio operato da Dalic. Sospetto stiramento, rimane in campo con una fasciatura e para su Smolov, quasi da infortunato. Nell’occasione della vita per i russi. Il portierone eroe della sfida alla Danimarca in realtà rimarrà poi in campo. Recuperando dal guaio muscolare ma lasciando i rinvii ai compagni di difesa. Nei supplementari poi l’imponderabile. Prima Vida, poi Mario Fernandes. Una storia ancora da riscrivere e i rigori. Decisivi ancora i portieri, con due parate su Smolov e Kovacic, un errore proprio dell’autore del 2-2 nel finale e il solito Rakitic. Freddissimo dal dischetto. Vince la Croazia, che sfiderà in semifinale l’Inghilterra.

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