Caso al : rischia di ripartire da zero il procedimento disciplinare ai pm e che pende dinanzi al consiglio superiore della magistratura se entro il 25 settembre – da di dell’attuale consiglio – non sarà completata l’istruttoria. Con l’avvio della nuova consiliatura, infatti, cambieranno anche tutti i membri della sezione disciplinare e i difensori dei due pm napoletani potrebbero, se non si arriverà a sentenza con l’attuale collegio, chiedere di ricominciare tutto daccapo, piuttosto che utilizzare gli atti già raccolti negli ultimi mesi con le udienze celebrate. Il calendario al momento stabilito dal ‘tribunale delle toghe’ presieduto dal vicepresidente del Csm Giovanni Legnini prevede, oltre a quella del 6 settembre, in cui dovrebbe essere sentito come teste il pm di Roma Mario Palazzi, titolare dell’inchiesta Consip, e i pm e Carrano potrebbero fare dichiarazioni spontanee, una ulteriore udienza il giorno successivo (7 settembre) per l’avvio delle conclusioni, con la requisitoria del pg di Cassazione Mario Fresa e le arringhe dei difensori. L’11 settembre, altra data fissata dalla disciplinare, si potrebbe arrivare, salvo slittamenti, alla sentenza. Un ‘nodo’ da sciogliere è legato anche all’elezione dell’attuale laico del Csm Antonio Leone, membro del collegio disciplinare, nel nuovo Consiglio di presidenza della giustizia tributaria avvenuta la scorsa settimana: il completamento dell’iter di questa nomina potrebbe avere un ulteriore impatto sul procedimento che vede incolpati i due pm di Napoli.



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