Morta dopo l’intervento di riduzione dello stomaco: ‘Me l’hanno uccisa’, il papà di Rosaria chiude giustizia

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“Me l’hanno uccisa”, così Domenico Lobascio, il papà di Rosaria, la studentessa di 22 anni di Sala Consilina morta venerdì all’ospedale “Furito” di Mercato San Severino dove era arrivata in seguito a delle complicazioni avute dopo un intervento di ri­duzione dello stomaco effettua­to presso quello stesso ospedale. “Non mi darò pace fin quando non sarà fatta giustizia perché mia figlia me l’han­no uccisa, ci sono troppe cose che non tornano in tutta questa vicenda e sono convinto che la morte di Rosaria poteva essere evitata se fosse stata prestata maggiore attenzione”. Il fascicolo aperto presso la Procura di Nocera Inferiore con il reato di omicidio colposo non ha ancora indagati ma sono in arrivi gli avvisi di garanzia in vista dell’autopsia per i medici degli ospedali di Polla e di Mercato San Severino che l’hanno avuto in cura. “Eravamo tutti tranquilli, il chirurgo ci aveva detto che per questo tipo di intervento c’è un tre per cento di probabilità di complicanze ma aveva detto di stare tranquilli perché in ogni caso c’era lui in ospedale.Vogliamo giustizia e risposte”. Non si danno pace i genitori di Rosaria. La ragazza aveva deciso di operarsi e ridurre le dimen­sioni dello stomaco per perdere peso. Voleva stare bene non solo in salute ma anche con se stessa e so­pratutto era stanca di essere presa in giro per i suoi chili di troppo. Qualcosa è andato storto.
“Fare la sleeve – aveva scritto Rosaria sulla sua pagina facebook durante la degenza in ospedale – e decidere di farla non è una semplice passeg­giata. È una scelta che come tale comporta benefici fisici e morali, ma comporta anche dei rischi, che tu, come pa­ziente e persona cosciente devi assumerti. Non venitemi a dire che una persona decide di operarsi di chirurgia baria­trica perché non sa fare la dieta. Io ho 22 anni, quasi 23, e sono consapevole della mia scelta. Poi lo schiaffo morale, – scriveva ancora – lo do io a chi si è permesso di criticarmi per il peso, a chi si è permesso di prendermi in giro ed a chi si è permesso di abbattermi mo­ralmente”. La scorsa settimana la giovane studentessa ha subito un intervento di gastrectomia verticale parziale, conosciuto anche con il termine di sleeve gastrectomy all’ospedale Fucito di Curteri. Lunedì è stata dimessa. Nonostante avesse problemi e dolori. Rosaria vomitava e non stava bene. I familiari vogliono capire perché è stata dimessa lo stesso. Nei due giorni successivi la giovane ha continuato ad accusare problemi e i familiari hanno deciso di accompagnarla all’ospedale di Polla, quello più vicino casa. È stata quindi visitata nel reparto di Pronto soccorso del Luigi Curto dove è rimasta per qualche ora. Poi l’hanno rimandata a casa. Di fronte ai continui dolori, i genitori hanno deciso di portare Rosaria nuovamente all’ospedale di Mercato San Severino dove è giunta giovedì sera al pronto soccorso, è stata sottoposta ad un intervento chirurgico d’urgenza e poi trasferita nella sala rianimazione dove, dopo poche ore, è morta. Ora sarà l’inchiesta della magistratura a stabilire eventuali responsabilità mediche.



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