Un assistente capo della polizia penitenziaria e’ stato aggredito nella tarda mattinata di oggi nel carcere ‘Le Sughere’ di Livorno. A rendere pubblico quanto accaduto la Uil Pa polizia penitenziaria in una nota. La vicenda, informa il sindacato, ha avuto origine da una lite degenerata tra un detenuto italiano e uno straniero: nel dividere i due l’agente, poi svenuto, e’ stato colpito alla testa con una macchinetta da caffe’ in possesso di uno dei detenuti e grazie all’intervento tempestivo di un altro agente “e’ stato possibile portare in salvo il collega aggredito”, spiega la nota. Il reparto dove si e’ consumata la tragedia conta circa 70 detenuti, di tipologia multietnica e, per il sindacato, si tratta di un reparto che “a differenza dei dati rilanciati con ‘proclami politici’ dai garanti dei detenuti nell’occasione di una recente conferenza stampa tenuta presso il palazzo comunale, rispetto alla reale capienza regolamentare, straborda da mesi con numeri impressionanti e illegali”. “Dal punto di vista strutturale – prosegue la Uil – quel reparto e’ stato decretato pericolante, difatti, per l’area che comprende i locali delle docce in comune e’ stato disposto circa un anno fa il divieto di utilizzo. A seguito di cio’, per garantire l’igiene della persona, gli agenti, su decisione dell’amministrazione penitenziaria, sono costretti a sobbarcarsi una vera e propria ‘diaspora’ di detenuti verso un altro reparto, deputato alla prima accoglienza, situato nell’area smistamento della struttura, in poche parole l’ingresso di tutta l’area detentiva”. “Ci aspettiamo che l’amministrazione colga questa opportunita’ non solo per dimostrare vicinanza sia al collega aggredito sia a tutto il personale che presta servizio di reparto – conclude la Uil Pa polizia penitenziaria – ma che sostenga quanto piu’ volte recriminato dalla noi riguardo agli interventi necessari da attualizzare, a tutela dei lavoratori”.



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