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Viola la sorveglianza: va ai domiciliari con braccialetto elettronico il boss Achille Piccolo

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La Polizia di Stato di Caserta ha arrestato il boss Achille Piccolo 43 anni, attualmente ritenuto il reggente dell’omonimo clan camorristico egemone in Marcianise e comuni limitrofi. Piccolo, sottoposto alla sorveglianza speciale della P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, è stato riconosciuto dagli agenti della locale Squadra Mobile nel mentre, a bordo di un’autovettura, circolava nel territorio di Caivano. Alla luce di ciò, è stato immediatamente intercettato e bloccato, quindi  arrestao per violazione degli obblighi previsti dalla misura di prevenzione cui è sottoposto. Nella circostanza gli è stata contestata altresì la guida con patente revocata.

 Achille Piccolo è figlio del più noto Antimo, capoclan deceduto nell’agguato del 12 novembre 1986, meglio noto come “strage di San Martino”. Nella circostanza, oltre ad Antimo, persero la vita nel cortile dell’abitazione di questi, anche i suoi affiliati Michele Martellone, Antonio e Giacomo Bellopede.
Dopo le formalità di rito,Achille Piccolo è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione in attesa dell’udienza di convalida che, tenutasi nella mattinata odierna con rito direttissimo, ha visto la convalida dell’arresto e la condanna del prevenuto alla pena di due anni di reclusione; allo stesso tempo, trattandosi di violazione di una misura di prevenzione di recentissima esecuzione, in territorio ad alta densità criminale ed in un contesto di fatti di dubbia natura, come la detenzione di ingente somma di denaro, di cui lo stesso era stato trovato in possesso al momento del controllo, il Giudice ha disposto l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.


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