Uno pari, per chiudere il turno dell’1 maggio. Salernitana più o meno soddisfatta, di certo più del Perugia. In avvio la squadra di Breda si riversa in massa nella metà campo degli ospiti e cerca di innescare al meglio Cerri e Di Carmine. È quest’ultimo, al 7’, a creare la prima palla gol della partita, quando di forza va via a Tuia, guadagna il fondo ma il suo pallone arretrato viene deviato e poi spazzato sulla linea di porta da Mantovani. Un minuto dopo, il Perugia sfiora il gol quando sul cross da sinistra di Pajac, è perfetto il tempismo di Gustafsson che col mancino a volo colpisce il palo esterno. Tuttavia, alla prima occasione la squadra di Colantuono trova il vantaggio: Vitale crossa dalla sinistra, Casasola si avventa in scivolata e devia verso la porta; Leali para, ma sulla respinta è preciso Rosina a trovare il rasoterra che al 20’ significa vantaggio. A fine primo tempo, un episodio molto dubbio, quando in area Monaco sembra pestare il piede sinistro di Cerri che lo anticipa: per Piscopo è simulazione. Bastano pochi minuti della ripresa al Perugia per siglare l’1-1. Ci pensa il solito Di Carmine, che è perfetto nel colpo di testa sul cross di Pajac (50’); qualche perplessità sulla posizione di partenza dell’attaccante, che sembra con il braccio e parte della spalla oltre la linea del penultimo difensore avversario. La Salernitana non modifica un atteggiamento sostanzialmente d’attesa, mentre Breda si affida a Diamanti per movimentare qualcosa. Al 66’, il diagonale senza pretese di Mustacchio da fuori area viene parato goffamente da Radunovic che però è bravissimo nel riflesso sul tentativo di tap-in di Buonaiuto. Ancora il portiere dei campani protagonista due minuti dopo, quando mette in angolo la punizione dalla trequarti calciata dal fantasista toscano che era indirizzata all’incrocio dei pali. All’85’ il duello si rinnova: il calcio piazzato è in posizione più centrale, defilato verso sinistra. Diamanti lascia partire una palla ad oltrepassare la barriera ma Radunovic si esalta e manda in angolo. Il portiere si supera nuovamente: para con i piedi il colpo di testa di Di Carmine che sul cross di Mustacchio era stato lasciato solo al centro dell’area.
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