Gaetano Vitolo è il secondo ragazzo che lo scorso 15 aprile a Nocera Superiore ha perso la vita insieme al 17enne Raffaele Rossi. Il ragazzo, 18 anni, era ricoverato nel reparto di Rianimazione dll’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Era tenuto in coma farmacologico e poi sottoposto a due interventi chirurgici per ridurre un ematoma che si era formato nella scatola cranica. Sin dal momento successivo all’impatto le sue condizioni erano sembrate disperate. Nello stesso reparto ospedaliero c’è un altro giovane della stessa comitiva le cui condizioni destano ancora preoccupazione. L’incidente avvenne nella notte nel tratto della Strada Statale 18 che attraversa la località Camerelle. La Fiat Punto su cui viaggiavano i cinque ragazzi di Sant’Egidio Montalbino si scontrò con un’altra vettura che proveniva in senso opposto in direzione Cava dei Tirreni. Alla guida c’era un uomo della città metelliana che era stato fermato dai carabinieri perchè ritenuto indiziato di omicidio stradale. Venne poi scarcerato dal giudice per le indagini preliminari che ritenne non probanti gli indizi raccolti dagli investigatori. Nell’incidente rimasero feriti altri due ragazzi.
Casoria– Un raid punitivo in piena regola, consumato tra i banchi di scuola sotto gli occhi terrorizzati degli studenti. È quanto accaduto all'Istituto professionale "Torrente" di Casoria, dove la madre di due alunni ha aggredito brutalmente una docente di Matematica durante l'orario di lezione. L'insegnante è stata costretta a ricorrere alle cure ospedaliere, mentre sull'episodio…
Benevento – Tragico epilogo per la violenta aggressione avvenuta lo scorso mese nel popoloso Rione Libertà. Il cuore di Mario Capobianco, 68enne beneventano, ha smesso di battere presso l’ospedale "San Pio", dove era ricoverato in condizioni disperate dalla sera del 24 gennaio. Troppo gravi le lesioni riportate durante il pestaggio, in particolare i traumi alla…
Napoli – La notizia che nessuno avrebbe voluto ascoltare, quella che si temeva ma che si sperava di poter scacciare via, è arrivata come una sentenza inappellabile. Il bambino ricoverato all’ospedale Monaldi, sopravvissuto per oltre cinquanta giorni attaccato a un macchinario dopo aver ricevuto un "cuore bruciato", non è più trapiantabile. A spegnere l’ultima luce…
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