Sei anni e sei mesi di reclusione per molestie e abusi sessuali ai danni di un allievo è la sentenza di primo grado emessa, ieri pomeriggio, dal collegio giudicante del tribunale di Nocera Inferiore presieduto da Raffaele Donnarumma.
L’imputato è un ragazzo di ventisei anni residente ad Angri e la presunta vittima, un ragazzino di undici anni all’epoca dei fatti.
A far scattare l’inchiesta della procura fu la denuncia dei genitori del piccolo, allievo in una scuola di basket guidata dall’imputato, che in questo caso rivestiva il ruolo di istruttore. Stando a quanto riferito dai genitori e confermato in parte dal piccolo, durante un incidente probatorio voluto dagli inquirenti, il ragazzino era finito al centro delle attenzioni insistenti, ambigue e morbose del suo maestro. Il giovane, oltre a mostrare gentilezza e affetto, lo aiutava a svolgere i compiti e l’andava a prendere a scuola. Azioni che lo stesso imputato, in fase preliminare, aveva specificato che venivano fatte con il consenso dei genitori. Ma secondo la procura il giovane si sarebbe anche reso responsabile di atteggiamenti poi inquadrati in abusi e molestie, con il reato di violenza sessuale contestato già in fase preliminare, che gli costò gli arresti domiciliari.
La confidenza dell’istruttore di basket si sarebbe evoluta in toccamenti nelle parti intime del ragazzino, carezze ed un bacio notato dai parenti della vittima, all’esterno di una scuola. Poi, una seconda circostanza emersa in dibattimento, riferita ad una masturbazione reciproca avvenuta tra i due. Quando fu raggiunto da custodia cautelare, il ragazzo lasciò la squadra che allenava. Il ventiseienne fu accusato di costrizione psicologica nei riguardi del minore e di induzione a compiere atti di natura sessuale. Agli atti, oltre alle testimonianze, vi era anche il contenuto di telefonate e messaggi che spinsero la famiglia a presentarsi dai carabinieri. Ieri la condanna in primo grado, ma per le motivazioni bisognerà attendere sessanta giorni.
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