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Cinema

Un male incurabile stronca l’attore gragnanese Ciro Lintura

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Un amante della sua Gragnano ma soprattutto del suo borgo di . , 63 anni, attore napoletano è morto a causa di un male incurabile che lo ha stroncato in soli due mesi. Ciro Lintura è stato il protagonista del film “” dietro la regia di Enzo Acri girato su indicazione dello stesso Lintura per la maggior parte tra i borghi di Aurano, Castello e Caprile a Gragnano. l film racconta la storia di un bambino della periferia che diventa camorrista e di un ragazzo della Napoli bene che, per noia, diventa terrorista. I due si incontreranno in galera, dove devono scontare vent’anni. Diventano amici e quando escono trovano una città diversa rispetto a quella che loro conoscevano, governata dalla camorra. Per questo decidono di farsi giustizia a modo loro. “Nel film – aveva spiegato Lintura, raccontando la trama – interpreto il ruolo del luogotenente di un noto boss della camorra. Spero che “Un camorrista per bene” riesca a dare una immagine diversa di Napoli e della Campania. La nostra terra infatti non è fatta solo di camorristi e vogliamo che questo messaggio possa espatriare anche al di là dei confini nazionali”. Nel 2012 vinse anche il premio come miglior attore protagonista al Festival del Sole in Val di Susa a Torino dove il cortometraggio “Il vecchio e i bambini” che lo vedeva protagonista, del regista Francesco Bortone riuscì a conquistare ben 11 premi.

L’attore gragnanese aveva fatto parte di cast importanti quali “La Squadra” e del film “Mare Nero” di Roberta Torre.  Aveva anche fatto delle comparsate nelle ultime edizioni di Gomorra. Tutti gli abitanti del borgo montano di Aurano lo ricordano con affetto e partecipano al dolore della famiglia. I funerali si svolegeranno domattina nella chiesa di Aurano. Lintura lascia la moglie e tre figli.

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Cinema

A Napoli la mostra ‘Troisi poeta Massimo’ a Castel dell’Ovo

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A Napoli la mostra “Troisi poeta Massimo” – Castel dell’Ovo, Borgo Marinari dal 30 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021.

 

Dopo il grande successo della mostra romana, arriva finalmente nella ‘sua’ Napoli, con un nuovo percorso espositivo e un leit motiv interamente dedicato al rapporto con la città, la grande mostra multimediale dedicata alla carriera e all’anima di uno dei più amati artisti della nostra storia.

“Troisi poeta Massimo” è un percorso tra fotografie private, immagini d’archivio, locandine, filmati e carteggi personali inediti che condurranno il pubblico nell’animo umano di Massimo Troisi.

Promossa e organizzata da Istituto Luce – Cinecittà con l’Asessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e 30 Miles Film, con il riconoscimento di MIBACT, Ministero per i Beni e le Attività culturali – Direzione generale Cinema e Audiovisivo e Regione Campania, in collaborazione con Archivio Enrico Appetito, Rai Teche, Cinecittà si Mostra e Cinecittà News, a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi e con la supervisione di Stefano Veneruso, l’esposizione sarà ospitata a Napoli a Castel dell’Ovo, dal 30 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021.

Una carrellata di ricordi, che attraverso musica e immagini, mette in risalto la poetica, le tematiche, le passioni e i successi di uno dei più grandi attori, e autori, italiani. Un “mito mite”, un antieroe moderno e rivoluzionario, che più di altri ha saputo descrivere, con sincerità, leggerezza e ironia, i dubbi e le preoccupazioni delle nuove generazioni. L’esposizione racconta le tappe salienti della carriera dell’artista: l’infanzia a San Giorgio a Cremano, la passione per il teatro, la popolarità improvvisa con il gruppo de La Smorfia, la carriera cinematografica da regista e attore.

Filo conduttore della mostra è il lato più sensibile e autoriale: Massimo Troisi è stato un poeta senza definirsi tale. Con parole, messe in scena, inquadrature, con tutto il suo immenso immaginario ha dato forma poetica ai sentimenti.

Il suo ineguagliabile talento comico si è espresso in parole (poesie, testi per il teatro, sceneggiature, e il testo vivo della sua mimica e del suo cinema) che hanno saputo raccontare con noncurante precisione, con una chiaroveggenza solo apparentemente casuale e indolente, con un esercizio continuo di leggerezza e passione, tutta una temperie umana, sociale, anche politica, ed emotiva. Per questo e senza farsene accorgere, ha lasciato a milioni di spettatori nel mondo l’opera di un vero Autore, di un grande regista indipendente, di un poeta, che può essere ammirata senza differenza da un pubblico cinefilo, colto, e popolare.

“Troisi poeta Massimo” ci racconta questo suo essere un artista totale, in un percorso raccontato attraverso le testimonianze visuali di Troisi e quelle, inedite e realizzate per l’occasione, di cari amici e colleghi: il nipote e collaboratore Stefano Veneruso, Enzo Decaro, Anna Pavignano, Gianni Minà, Carlo Verdone, Massimo Bonetti, Gaetano Daniele, Renato Scarpa, Massimo Wertmüller, Marco Risi.

Lungo l’itinerario, la mostra mette in risalto la dinamicità del genio campano, una forza non fisica, ma di pensiero. Un vulcano di idee in grado di creare continuamente su più livelli.

Un omaggio affettuoso per ricordare, a 26 anni dalla sua scomparsa, uno dei più grandi talenti comici italiani di tutti i tempi. Teneramente e fortemente presente nello sguardo di quei milioni di spettatori che ha fatto ridere, commuovere, rendendone la vita un po’ più incantevole.

Accompagna la mostra “Troisi poeta Massimo” un magnifico catalogo, edito da Istituto Luce – Cinecittà e Edizioni Sabinae, a cura di Nevio De Pascalis e Marco Dionisi, con decine di immagini private e d’archivio, saggi di approfondimento biografico, testi delle interviste ad amici e colleghi e apparati teatro – filmografici.

“Troisi poeta Massimo”, la mostra e il catalogo, e altre iniziative legate all’evento saranno presentati alla stampa giovedì 29 ottobre, alle ore 12 a Castel dell’Ovo, al Borgo Marinari sul Lungomare di Napoli, alla presenza dei curatori Nevio De Pascalis e Marco Dionisi, di Stefano Veneruso, dei rappresentanti di Istituto Luce Cinecittà e dell’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli Eleonora de Majo.

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