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Cultura

Storiografia ufficiale e verità negate dalla Massoneria post-risorgimentale tra opportunismi e falsità strumentalizzate

Lo scopritore della preistoria della Valle del Sarno fu contrastato, avversato, perseguitato e deriso per la tutela degli interessi del nuovo Regno d’Italia.

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La storia ufficiale delle verità negate ci racconta la contrastata parabola professionale dell’archeologo preistorico Innocenzo DALL’OSSO. L’antiStoria i torti da lui subiti nella Italietta sabauda del primo Novecento a causa del suo impegno operoso a favore della affermazione della importanza della Preistoria campana e meridionale.
Ricostruire la verità su questa vicenda ci sembra – oltre che un debito verso la Cultura – un doveroso atto di giustizia nei confronti di uno studioso attento e aperto, perseguitato e offeso per le verità che andava affermando, invise al potere ufficiale.
In questa vicenda entrano da inattesi protagonisti, esponenti di spicco della cultura del tempo, maggiori o minori, come o e anche Ettore PAIS, protagonisti nella Napoli del Primo Novecento ormai rassegnata al ruolo di ex capitale. Era una Napoli in cui la di matrice risorgimentale vedeva nelle logge massoniche figurare esponenti di spicco della cultura del nuovo regime.
Nella precedente puntata abbiamo cominciato una intervista con l’antiStoria, rappresentata consapevolmente dal dr Antonio MORLICCHIO, studioso meridionalista e attento “spigolatore” di Storia del nostro territorio.
Egli comincia con il ricordarci che in particolare : “Una loggia massonica, la loggia Libbia d’oro – sul cui simbolo spiccava in evidenza il “nodo” Savoia – ospitava personaggi del calibro del noto archeologo, dirigente e cattedratico pompeianista e dello storico .
E il ministro , il direttore del Museo Archeologico Domenico SPINELLI, l’accademico Paolo Baffi poi deputato, e ancora Vittorio Imbriani docente di letteratura tedesca, nonché i deputati Paolo CORTESE e Filippo AGRESTI. Addirittura presso la Loggia figurava in qualità di primo massone lo stesso GARIBALDI, come membro Onorario. Insomma – si interrompe per un attimo Morlicchio – doveva essere una specie di P2 di quel tempo.”
Cosa può dirci sulla amara vicenda di DALL’OSSO? Possiamo sperare in cose chiare e concrete, in termini di antiStoria e di verità velate, da svelare finalmente, dr Morlicchio?
“Purtroppo allora imperava la ‘teoria pigorinia’, elaborata da , il massimo preistorico dell’Italia sabauda, teorico della superiorità della facies palafitticola delle Terremare e dell’arco subalpino che – continua Morlicchio – secondo il Pigorini aveva generato la cultura peistorica italica, contaminata, anzi fecondata dalla Kultur europea e mitteleuropea, breviter germanica”.
Insomma, chiediamo, interrompendolo noi stavolta: DALL’OSSO con le sue intuizioni e deduzioni dava fastidio? Soprattutto, egli minava alla base la favola menzognera della superiorità della Cultura Italica fecondata dalla Kultur proveniente dal Nord e affermatasi fino alla Roma di Romolo e Remo?
Forse il giovane studioso della Preistoria Campana di fatto diventava un fastidioso ostacolo per le strategie dell’ormai consolidato potere sabaudo, che cercava lignaggio e spazi di credibilità in Europa?
“Certo che sì” – riparte Morlicchio – “Questo era l’obiettivo dei nuovi regnanti italiani, che avevano soffocato nel sangue le insorgenze delle popolazioni meridionali e le epiche ribellioni dei cosiddetti Briganti, tra essi non ultimo il nostro Pilone, al secolo Antonio Cozzolino, vesuviano doc, ucciso a Napoli in un agguato poliziesco nei pressi dell’Orto Botanico.”
Ma DALL’OSSO era un funzionario pubblico, dipendente di quello che oggi chiamiamo Ministero dei Beni culturali e anche uno studioso, visti i risultati. Chi gli fu contro? E perché? Morlicchio riprende con l’antiStoria: “Purtroppo si schierarono contro di lui in blocco colleghi e superiori, in una gara codarda, tesa dapprima a ostacolarlo e, poi, a infangarlo. L’orchestratore forse – o senza forse – fu Pigorini, affiliato alla e in piena scalato al proprio cursus honorum di uomo di potere, che lo porto’ a diventare prima Direttore Generale e poi anche addirittura Vicepresidente del Consiglio dei Ministri nel 1919. “
D’altra parte, nei primi decenni del Novecento l’Archeologia Napoletana – ma soprattutto quella operante a Pompei o per Pompei, aggiungiamo – non si distinse positivamente, salvo alcune eccezioni.
Dagli atti pervenutici si ricava l’impressione netta che funzionari e accademici gravitanti nell’orbita dello “scavismo pompeiano” (ndr: così con sufficienza era segnata a dito la realtà vesuviana) non fossero all’altezza dei grandi impegni connessi alla gestione degli Scavi già allora più famosi al mondo.
E forse era vero…

Federico L.I.Federico

(2- Continua)

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Libri

‘Le Favole di Zena’: 10 racconti illustrati per bambini a sostegno delle famiglie in oncologia pediatrica

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foto comunicato stampa

“Le Favole di Zena”: 10 racconti illustrati per bambini a sostegno del Reparto di Oncologia Pediatrica dell’Università Vanvitelli

Su Produzioni dal Basso è attiva la campagna di crowdfunding per sostenere il progetto: storie diverse tra loro, con un disegno di Stefano Benni, con in comune un personaggio che porta il nome di Zena

Napoli, 30 Novembre 2020 – L’amore genera amore. Questa è l’idea principale che ha portato Mario e Simonetta a realizzare questo bellissimo progetto dedicato alla memoria di Zena, la loro bambina che, anche se è volata in cielo, ha dato vita a qualcosa di meraviglioso.

Dal desiderio e la volontà di ricordare la piccola Zena, Mario e Simonetta hanno creato questo libro, edito da Caffèorchidea, realizzato in collaborazione con i grandi nomi dell’editoria e dell’illustrazione italiana che hanno deciso di sostenere il loro sogno: 10 autori e 10 illustratori – tra cui Stefano Benni – hanno reso possibile tutto questo, regalando a Mario e Simonetta un libro con 10 favole inedite, diverse tra loro ma accomunate dallo stesso personaggio, che porta il nome di Zena, e con le illustrazioni caratterizzate da un piccolo uccellino rosa con le ali azzurre.

Obiettivo della campagna, lanciata su Produzioni dal Basso – prima piattaforma di crowdfunding e social innovation – è di raccogliere fondi che saranno destinati ad un progetto benefico per i bambini del Reparto di Ematologia e Oncologia pediatrica dell’Università Vanvitelli di Napoli, per offrire un concreto aiuto alle famiglie che vivono quotidianamente il reparto.

La campagna si è avvalsa della collaborazione dell’Associazione Genitori Oncologia Pediatrica (AGOP), attiva dal 1985 con aiuti e sostegni ai familiari dei piccoli pazienti.

Tutti coloro che decideranno di contribuire con una donazione riceveranno il libro come ringraziamento per il sostegno al progetto.

Per maggiori informazioni: https://www.produzionidalbasso.com/project/le-favole-di-zena-10-racconti-illustrati/

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