Partitaccia della Salernitana: il Cittadella espugna l’Arechi. Pomeriggio caldo e condizionato dai tanti errori difensivi commessi dalla squadra di Colantuono. I veneti vanno per la prima volta a segno al 18′: ci pensa Schenetti a sfruttare al meglio un abbaglio difensivo per andare a ucare Radunovic. Venti minuti dopo, è già raddoppio ospite: la conclusione di Scaglia colpisce la traversa, sulla ribattuta è lestissimo Salvi a ribadire in rete. Sul calare del primo tempo Rosina colpisce un palo con un tiro a giro. Il gol dell’illusione arriva lo stesso: Schiavi va a ridurre le distanze con un preciso colpo di testa, su un corner battuto da Kiyine. La gara si potrebbe chiudere al 22′ della ripresa: l’arbitro assegna un calcio di rigore a favore del Cittadella per atterramento in area di Settembrini ad opera di Casasola, sul dischetto si presenta Salvi che però si fa ipnotizzare da Radunovic. Ma nemmeno questo episodio cambia il corso degli eventi. Il tris calato da Schenetti, doppietta personale, a dieci minuti dalla fine che tutto solo a centro area non può far altro che mettere alle spalle dell’incolpevole Radunovic su assist di Kouame. Vitale in pieno recupero colpisce un palo.
SALERNITANA-CITTADELLA 1-3: TABELLINO
SALERNITANA (4-3-3): Radunovic; Casasola, Tuia, Monaco (19′ pt Schiavi), Vitale; Minala, Ricci, Kiyine; Sprocati, Palombi (12′ st Rossi), Rosina (28′ st Bocalon). A disposizione: Adamonis, Russo, Asmah, Mantovani, Della Rocca, Signorelli, Akpa Akpro, Di Roberto, Orlando. Allenatore: Colantuono.
CITTADELLA (4-3-1-2) : Alfonso; Salvi, Varnier, Scaglia, Benedetti; Bartolomei, Iori (18′ st Pasa), Settembrini; Schenetti; Kouame (37′ st Vido), Arrighini (29′ st Strizzolo). A disposizione: Paleari, Adorni, Pezzi, Lora, Maniero, Chiaretti. Allenatore: Venturato.
ARBITRO: Francesco Guccini di Albano Laziale (Rossi-Vecchi). IV uomo: Nicoletti di Catanzaro.
RETE: 18′ pt e 35′ st Schenetti (C), 38′ pt Salvi (C), 8′ st Schiavi (S).
NOTE – Al 22′ st Salvi (C) si fa parare un rigore da Radunovic (S). Ammonito: Minala (S), Settembrini (C), Iori (C), Casasola (S), Arrighini (C), Vitale (S), Tuia (S).
I legali del Centro Coordinamento Salernitana Clubs hanno notificato ieri sera, tramite pec, l’istanza di appello al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar Lazio che aveva confermato il divieto di trasferta di quattro mesi per i tifosi granata. Il provvedimento del Viminale era stato adottato in seguito ai disordini scoppiati durante il play-out di ritorno di Serie B tra Salernitana e Sampdoria, che avevano reso necessaria la sospensione della partita.
Giovedì scorso, il Tribunale Amministrativo aveva respinto la richiesta di sospensione cautelare del decreto ministeriale, bocciando così le prime istanze dei tifosi. Con il ricorso al Consiglio di Stato, il Centro Coordinamento Salernitana Clubs spera ora in un ribaltamento della decisione, in attesa che venga fissata la data dell’udienza.
La Salernitana incassa una pesante battuta d’arresto nella sua battaglia legale: il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal club contro Lega B, Figc e Coni per contestare il rinvio delle gare di playout di Serie B. A mettere fine alla questione è stata la sezione “Prima Ter” del tribunale amministrativo, che ha motivato il rigetto con il mancato rispetto della cosiddetta “pregiudiziale sportiva”, ovvero l’obbligo di esaurire tutti i gradi di giudizio sportivo prima di rivolgersi a una giurisdizione esterna.
Secondo quanto si legge nella sentenza, il comunicato della Lega B, oggetto della contestazione, andava impugnato prima di tutto davanti al Tribunale Federale Nazionale della Figc, poi eventualmente al Collegio di Garanzia del Coni e solo successivamente, in caso di ulteriore controversia, al Tar.
La rabbia per la retrocessione è esplosa in violenza allo stadio Arechi e ora arrivano le prime conseguenze giudiziarie. Quattro tifosi della Salernitana sono stati arrestati dagli agenti della Digos di Salerno in seguito agli scontri avvenuti domenica scorsa durante il match di ritorno dei play-out di Serie B contro la Sampdoria.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i quattro – di età compresa tra i 22 e i 31 anni – sono stati individuati come protagonisti dei disordini che hanno trasformato il rettangolo di gioco in un campo di battaglia: petardi e sedili lanciati dagli spalti, fino all’aggressione fisica a uno steward colpito a bordocampo.
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