Napoli. L’atteggiamento di chi ha iniziato a prendere consapevolezza di quanto accaduto e delle conseguenze che scaturiranno. A.R. con lo sguardo fisso sul monitor che trasmette le immagini dell’aggressione ad Arturo confessa di essere lui. “Si, quello sono io” dice ai magistrati con la voce pacata. “Mi dispiace per quello che è successo. Ho capito di aver sbagliato a non intervenire per fermare i miei amici ed aiutare il ragazzo’’ avrebbe detto mentre guardava le immagini delle telecamere di videosorveglianza di alcuni negozi di via Foria.
Sulle parole del giovane c’è massimo riserbo, ma, come riporta Il Mattino, con molta probabilità la chiusura del cerchio è vicina. La versione fornita da A.R. sarà messa al confronto con quelle degli altri indagati. C’è chi nega tutta la linea non riconoscendosi nelle immagini, chi respinge le accuse e propone una versione diversa. I video sono una prova importante, fondamentale per le indagini ma in nessuno dei filmati c’è l’immagine chiara dell’aggressione. Ci sono inquadrature da lontano ma non c’è una ricostruzione nitida di tutta la scena. Nei video ci sono A.R. e tre ragazzi, tutti in carcere in via cautelare. Tranne uno che ha 13 anni e non è imputabile. A.R. ha confermato la sua estraneità ai fatti. “Non l’ho accoltellato io. Non sono stato io a colpirlo”, questa la sua versione e con molta probabilità la difesa chiederà un esame probatorio, ovvero un confronto con la vittima. Il gruppo era uscito per una passeggiata in un pomeriggio che non è stato qualunque ed aggredirono Arturo, riducendolo quasi in fin di vita.
Napoli - La scena si è svolta in via Caldieri, cuore pulsante del quartiere Vomero, dove i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia locale avevano predisposto un servizio mirato di osservazione. I militari, mimetizzati tra le auto in coda e il caos cittadino, hanno monitorato con discrezione i movimenti di Giuseppe Ciliberti, 32enne di Somma…
Napoli - I Carabinieri della Stazione di Chiaia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su delega della Procura. Il provvedimento riguarda un quarantenne napoletano, già noto alle forze dell’ordine. Il raggiro del “finto carabiniere” Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo è gravemente indiziato di una…
Napoli - È stata la dirigente scolastica a chiamare i carabinieri, attivando immediatamente la procedura di sicurezza prevista in casi di possesso di oggetti pericolosi. Accade a Secondigliano, nella periferia nord di Napoli, all’interno dell’istituto comprensivo Savio-Alfieri, dove frequentano alunni tra i 10 e i 14 anni. L’attenzione del personale scolastico – si sottolinea nell’ambiente…
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti