Una sera trascorsa insieme covando rancori e culminata nel desiderio di vendetta andando a incendiare l’auto dell’orco. Non un gesto qualsiasi, ma la volonta’ di colpire, anche in modo iconico, lo strumento delle sue perversioni, quell’auto-alcova dove il pedofilo abusava delle sue vittime. E’ la conclusione alla quale sono giunti gli inquirenti della squadra mobile che stamani hanno arrestato un pedofilo pisano di 75 anni in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Quel diciannovenne, residente a Pisa, che il 21 dicembre fu travolto dal treno dopo avere incendiato l’auto del suo aguzzino insieme all’amico era una delle quattro vittime individuate dagli investigatori degli abusi sessuali del pedofilo: gli altri sono l’amico scampato all’incidente ferroviario, un marocchino e un quattordicenne finito nella rete dell’orco proprio nelle scorse settimane. Gli altri tre (compreso il ragazzo defunto) sono tutti maggiorenni ma i poliziotti hanno ricostruito una condotta illecita compiuta dal pisano tra il 2010 e il 2018 e oggi invitano coloro che potrebbero avere subito le sue perversione e farsi avanti e denunciarlo, superando timori, pudori e vergogne che “potrebbero averli accompagnati in questi anni”. “Del resto – ha spiegato il capo della squadra mobile, Rita Sverdigliozzi – l’orco sceglieva con cura le proprie vittime, adescandole tra i ragazzi con vite difficili alle spalle e che illudeva con la promessa di inserirli nel mondo del calcio che conta attraverso provini con prestigiosi club di serie A”. “Millanterie – ha aggiunto il procuratore, Alessandro Crini – che avevano l’unico scopo di conquistare la fiducia di questi ragazzini, per poterli soggiacere psicologicamente e abusare di loro”. Le indagini, quando il 21 dicembre scorso i due diciannovenni incendiarono l’auto del pedofilo, andavano avanti gia’ da mesi e quell’episodio tragico rappresento’ un’autentica svolta investigativa. In precedenza era stato un marocchino appena maggiorenne a trovare il coraggio di denunciare il pisano dopo averlo visto passare in auto con un altro ragazzino a bordo. “A quel punto non ce l’ha fatta piu’ a tenersi tutto dentro – ha concluso Sverdigliozzi – e il giovane del Marocco ha fatto denuncia per evitare che altri ragazzini potessero subire gli abusi che aveva subito lui. Proprio durante i nostri accertamenti si e’ consumata la vendetta dell’auto e gli elementi sono divenuti ancora piu’ chiari”. Il sospetto degli investigatori e’ pero’ che le vittime del pedofilo siano molte di piu’ delle quattro identificate, da qui l’appello a farsi avanti e denunciare.
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