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‘Grazie Capitano’, l’ultimo saluto di Firenze e del mondo dello sport ad Astori

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I pulcini della Fiorentina tutti disposti uno accanto all’altro per accogliere la bara di Astori. Un lunghissimo applauso ad accogliere l’arrivo del feretro, sventolano le bandiere viola e i tifosi urlano «Grazie capitano». Lunga attesa sul sagrato della basilica, il padre di Francesca Fioretti, la compagna di Astori, ha avuto un malore. Tra i primi ad arrivare i giocatori e i dirigenti della Fiorentina, giunti in Santa Croce accolti da un lungo applauso. Poi l’arrivo di una delegazione dell’Inter, applausi anche per loro. E poi da Zanetti a Van Basten, a Francesco Totti, il mondo del calcio si raccoglie tutto intorno alla famiglia del difensore viola. Le lacrime di Pippo Inzaghi, in chiesa anche il ministro dello Sport Luca Lotti, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini e il suo vice Alessandro Costacurta e l’ex commissario tecnico Gian Piero Ventura. A Santa Croce anche Matteo Renzi. E poi la Juventus: Massimiliano Allegri, Giorgio Chiellini, Gigi Buffon e tutta la squadra. La messa celebrata dall’arcivescovo, cardinale Giuseppe Betori, che durante la celebrazione ha detto: «Siamo qui a pregare per Davide e lo facciamo in questa basilica che l’Italia ha voluto fosse il sacrario degli uomini più illustri che l’hanno onorata e che custodisce le virtù più alte del nostro popolo. Virtù che noi riconosciamo a Davide e per questo motivo lo salutiamo in questo luogo».

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Morto Rocco Commisso, il presidente della Fiorentina

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Il progetto, avviato nel 2023 e promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia in collaborazione con Anci e con l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale, sotto la supervisione del ministero della Cultura, nasce con l’obiettivo di preservare e condividere un patrimonio fragile, destinato a scomparire se non viene raccontato e trasmesso. Un lavoro che si inserisce pienamente nello spirito della Convenzione Unesco del 2003 e che, per sua stessa natura, non potrà mai dirsi concluso.

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La corsa dell’Italia verso i Mondiali del 2026 entra nella sua fase più delicata. Con la conclusione dei gironi di qualificazione, il cammino verso Stati Uniti, Canada e Messico passa ora per i playoff, dove restano quattro posti ancora da assegnare. Domani a Zurigo verrà tracciato il percorso che gli Azzurri dovranno affrontare, una strada che si preannuncia tutt’altro che semplice.

La squadra guidata da Gattuso è stata inserita in prima fascia grazie al ranking FIFA, un vantaggio relativo che assicura solo un dato: la semifinale del 26 marzo si giocherà in Italia. L’avversaria, però, resta un’incognita pesante. Arriverà dalla quarta fascia, quella delle nazionali ripescate tramite la Nations League, e il ventaglio delle possibili contendenti non permette distrazioni. Tra Svezia, Irlanda del Nord, Macedonia del Nord e Romania il rischio di un incrocio complicato è reale, soprattutto con una Svezia desiderosa di riscatto e una Macedonia già capace in passato di rovinare i piani azzurri.

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