San Giuseppe Vesuviano. Blitz dei carabinieri di Napoli contro il clan Fabbrocino e arresti di affiliati. I carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna stanno dando esecuzione una misura cautelare, emessa dal gip di Napoli, a carico di 11 persone ritenute a vario titolo responsabili di associazione di tipo mafioso nonché di reati aggravati da metodo e finalità mafiose quali estorsioni, detenzione illegale di armi, sottrazione di beni sequestrati, detenzione e spaccio di stupefacenti, favoreggiamento personale. Nel corso delle indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale Antimafia partenopea, è emersa l’operatività del clan nella gestione di varie attività illecite. Emersa inoltre “la pervicacia degli indagati – riferiscono i carabinieri – per ribadire il controllo camorristico del territorio, nel riappropriarsi dei beni strumentali di una attività produttiva di Ottaviano che era stata sequestrata a uno degli affiliati e affidata ad amministrazione giudiziaria”. Emerse anche estorsioni a imprenditori e commercianti del vesuviano e diversi episodi di detenzione e spaccio di cocaina e hashish. Sono stati identificati i soggetti che favorirono la latitanza del reggente del clan Francesco Maturo, inserito nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi fino al maggio 2014, quando fu catturato armato di due pistole in una villetta del salernitano, in fuga da circa due anni per sfuggire all’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare per 416 bis ed estorsione.
Non si ferma l’offensiva ai bancomat nella provincia di Napoli. Alle 4:30 di questa mattina, i carabinieri sono intervenuti in via XX Settembre a San Giuseppe Vesuviano per un tentativo di furto ai danni di un istituto di credito locale. I malviventi, agendo con estrema spregiudicatezza, hanno utilizzato un’Alfa Romeo Giulietta risultata rubata come ariete,…
San Giuseppe Vesuviano – Una cantina trasformata in un deposito clandestino di falsi. È quanto hanno scoperto gli agenti del Commissariato di San Giuseppe Vesuviano nel corso di un servizio di controllo del territorio, finito con una denuncia e un maxi sequestro. Al centro dell’operazione, un uomo di 41 anni, di origine marocchina e già…
Colpivano le vittime più fragili, gli anziani, con il collaudato schema della “truffa del falso familiare”, poi facevano sparire i soldi trasformandoli in criptovalute. Un’organizzazione con base tra Napoli e Caserta, attiva su tutto il territorio nazionale, è stata smantellata dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Pescara, che hanno eseguito una misura degli arresti domiciliari e denunciato altre sei persone. Tutti gli indagati risiedono tra le province di Napoli e Caserta.
L’operazione è scattata sotto il coordinamento della Procura della Repubblica ed è il risultato di un’indagine avviata nel giugno 2024, dopo la denuncia presentata da un anziano del circondario pescarese. L’uomo era stato raggirato con una telefonata in cui un finto familiare, facendo leva sull’urgenza e sulla paura, era riuscito a farsi consegnare 997 euro, seguendo un copione ormai tristemente noto.
REDAZIONE






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