Neonato morto all’Istituto Clinico Mediterraneo di Agropoli (ex Clinica Malzoni): sono nove gi avvisi di garanzia ad altrettanti medici e operatori sanitari della struttura. Occorrerà attendere martedì prossimo, quando verrà effettuato l’esame autoptico, per sapere qualcosa di più sulle cause del decesso del bimbo. La prassi prevede, infatti, che vengano informati e possano nominare periti di parte per assistere all’autopsia. Così come anche i genitori potranno nominare un medico legale di fiducia per assistere all’esame che verrà eseguito dal medico nominato dalla Procura di Vallo della Lucania che coordina le indagini. Tra le ipotesi che verranno verificate c’è quella di un soffocamento causato dal cordone ombelicale.
Il dramma del neonato morto è avvenuto giovedì sera, quando i genitori del bimbo, da Campagna, dove vivono nella frazione Quadrivio, sono arrivati in clinica perché era arrivato il momento di far nascere il loro bambino. I nove mesi di gravidanza erano trascorsi senza particolari problemi e nessuno fino a quel giorno si aspettava che qualcosa potesse andare storto. La mamma è stata portata in sala parto per essere sottoposta a un cesareo e il papà è rimasto in sala d’attesa aspettando la lieta notizia. Invece, in pochi minuti, dalla gioia più grande per ogni genitore sono passati al più profondo dei dolori: i medici gli hanno comunicato che il loro bimbo era nato morto. Per questo ha sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Agropoli, facendo partire l’inchiesta con la quale si cercherà di fare luce sulla vicenda. La cartella clinica è stata posta sotto sequestro, come la salma del piccolo, trasferita poi all’obitorio dell’ospedale San Luca dove martedì verrà effettuata l’autopsia.
Uno choc anche per il personale del reparto di Ostretricia e Ginecologia della clinica agropolese in cui, ormai da decenni, ogni anno, nascono centinaia di bambini. A quanto sembra fino a quel momento non era accaduto nulla che potesse lasciare presagire la morte del piccolo. La notizia ha ovviamente sconvolto sia la comunità di Agropoli che quella di Campagna. Quanto accaduto riporta di attualità un argomento di cui si è parlato spesso ad Agropoli: in caso di necessità, i reparti di terapia intensiva neonatale più vicini si trovano a chilometri di distanza e non sono raggiungibili in tempi brevi.
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Olbia – Non c’erano gas tossici a bordo dello yacht di 17 metri ormeggiato a Portisco, dove lo scorso 8 agosto è morto Giovanni Marchionni, il giovane skipper di 21 anni originario di Bacoli. A escludere questa pista sono le prime risultanze informali arrivate dagli esami di laboratorio effettuati a Treviso.
Il dato è stato reso noto dall’avvocato Giampaolo Murrighile, legale della proprietà dell’imbarcazione insieme al collega Sebastiano Giaquinta. “Già i primi accertamenti – ha spiegato Murrighile – avevano escluso la presenza di monossido di carbonio e acido solfidrico. Ora i risultati dei laboratori confermano in maniera più chiara che non si trattava di gas tossici”.
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