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Cronaca Giudiziaria

Il pentito: ‘Il figlio piccolo di Ricci uccise Todisco o’ ciurillo ai Quartieri Spagnoli’

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Sarebbe stato uno dei figlio di Enrico Ricci detto Giacumin e’ fraulella l’autore dell’agguato in cui nel 2009 ai Quartieri Spagnoli fu ucciso Giuseppe Todisco detto o’ ciurillo, uomo del vertice del clan Elia del Pallonetto di Santa Lucia. Il particolare inedito e nuovo dal punto di vista investigativo è raccontato dal pentito del clan Di Biasi “Faiano” dei Quartieri Spagnoli, Ciro Saporito è ed contenuto nelle 157 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare con la quale il gip Giuliana Pollio ieri ha mandato in carcere il vertice della cosca familiare dei Farelli che insieme con tre famiglie gestiva il traffico di droga e dell’usura nel centro storico di Napoli. Ha raccontato saporito alla Dda: “..circa lo scontro che all’epoca imperversava tra gli Elia ed il gruppo di Giacomino e fraulella peraltro era stato già oggetto di nostre altre precedenti conversazioni, nel corso delle quali, Pugliese, il padre di Bruno (ex pentito del clan Elia arrestato lo scorso nel blitz ndr), più volte mi aveva messo al corrente della dinamica dei fatti e dei raid che Nocerino Arnaldo aveva compiuto numerose volte all’indirizzo della famiglia Ricci. ovvero di tutte le sparatorie che andava a fare contro le abitazioni di questi ultimi. Pugliese mi riferiva inoltre che Nocerina   colpi di arma da fuoco all’indirizzo della friggitoria gestita da D’Amico Maria sorella di “Giacomino e’fraulella”. Aggiungo che il marito della D’Amico si chiama Nocerino e la mamma abita in un appartamento ubicato di fronte al mio, in via Emanuele De Deo. Il marito della D’Amico il cui nome è Giggetto è un bravo ragazzo e proprio per paura dì essere coinvolto nello scontro in atto, per un breve periodo si rifugiò a casa della madre.
In ordine all’omicidio Todisco vorrei anche riferire che alcuni giorni dopo che era avvenuto il delitto, ho sostenuto un colloquio con mia moglie De Biase Rosaria, nel corso del quale mi riferiva che nel quartiere in ordine a tale omicidio si diceva che tale Saggiomo Salvatore, un persona ammalata, aveva visto tutto in quanto il Todisco fu attinto e mori proprio fuori alla porta di ingresso del terraneo del Saggiomo dal quale era affacciato. Mia moglie mi precisò anche che l’autore dell’omicidio, il più piccolo del figli di “Giacomino e’ frauella” era stato aiutato nella fuga proprio dalla zia D’Amico Maria…”. Le dichiarazioni del pentito sono ancora al vaglio degli investigatori non essendoci almeno per il momento alcun procedimento a carico di familiari di Ricci in merito all’omicidio.

Il delitto di Giuseppe Todisco avvenne il 17 aprile 2007 in vico Conte di Mola, a pochi passi da via Toledo. Era in sella ad uno scooter con un amico, che riuscì a mettersi in salvo. Indossava anche il casco e non immaginava di essere finito nel mirino dei killer. Così, appena sceso dal sellino, fu crivellato di pallottole: quattro, di grosso calibro. Due andarono a segno al “bersaglio grosso”, alla schiena, e il terzo a una gamba prima del colpo di grazia alla nuca. Complessivamente il sicario esplose cinque delle sei pallottole calibro 38 special che aveva a disposizione nel revolver. Un complice, quello che guidava lo scooter, non sparò limitandosi a controllare che tutto filasse liscio. Poi per il commando fu facile dileguarsi nel dedalo di vicoli dei Quartieri Spagnoli. Sotto il piombo dei killer cadde Giuseppe Todisco, 35enne, meglio noto come ’o ciurillo, ritenuto affiliato al gruppo degli Elia. L’uomo era  uno “specialista” della rapine di Rolex, soprattutto in trasferta, ma aveva anche precedenti di polizia di droga.

 

 

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Cronaca Giudiziaria

Tabaccaio ucciso a pugni a Napoli, l’Appello conferma la pena di 8 anni

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Tabaccaio ucciso a pugni a Napoli, l’Appello conferma la pena di 8 anni.

 

I giudici della Corte di Appello di Napoli hanno confermato la condanna a otto anni di reclusione per Alfred Idimudia, il nigeriano di 37 anni che la sera dell’8 giugno 2019, nella stazione del quartiere di Chiaiano della metropolitana di Napoli, sferro’ due violenti pugni al volto e alla testa del tabaccaio Ulderico Esposito che lo aveva invitato a non infastidire i clienti che entravano nel suo negozio. L’uomo mori’ in ospedale per le gravi conseguenze di quell’aggressione.

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Per Daniela Manzi, vedova di Esposito, la sentenza, come quella di primo grado, non puo’ essere considerata giusta: “Sono troppo pochi gli anni inflitti in relazione alla perdita di una vita umana”. Di pena troppo lieve parla anche la criminologa Antonella Formicola: “Ci fu una violenza inaudita, soprattutto quando venne sferrato il secondo pugno. Ormai Ulderico era gia’ a terra. Ritengo che la famiglia Esposito ha ottenuto solo parzialmente giustizia”.

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