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Napoli, vende armi elettriche: denunciato negoziante cinese

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Erano vere e proprie armi elettriche, in grado di rilasciare scariche da un milione di volt, i 16 “storditori” scoperti e sequestrati oggi dalla Polizia Locale di Napoli in un negozio gestito da un cittadino cinese, nei pressi della Stazione Centrale della Citta’. L’uomo e’ stato denunciato per infrazione alla normativa sulla legittima detenzione delle armi che potevano essere acquistati senza alcun problema anche da minorenni. I dispositivi, che all’apparenza sembrano normalissime torce di emergenza, sono in realta’ pericolosissimi: possono emettere scosse capaci di provocare stordimento ma anche spasmi muscolari e collassi. La normativa vigente, infatti, li classifica come armi proprie non vendibili liberamente.

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Doveva essere un pomeriggio di coriandoli e sorrisi, si è trasformato in uno dei ricordi più dolorosi per una famiglia. È accaduto a Ischia, durante la festa di Carnevale organizzata dal Comune in piazzetta San Girolamo, dove una bambina affetta da una grave disabilità cognitiva, epilessia severa e ritardo importante è stata insultata da un’altra madre davanti a decine di persone.

Secondo quanto raccontato dalla mamma della piccola, la bambina, che non parla ed esprime le emozioni in modo coerente con la propria condizione, stava vivendo la festa con entusiasmo. Quando è felice alza la voce, ride forte, accarezza chi le è vicino. Un modo di comunicare che sarebbe stato interpretato come una minaccia per il figlio di un’altra donna presente all’evento.

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Napoli, morto dopo un intervento: mezzo milione di risarcimento ai familiari

di Vincenzo Scarpa 18 Febbraio 2026 - 17:18 17:18

Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.

Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.

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