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Luca Materazzo: 30mila euro in contanti e le carte di credito anonime per coprire la fuga nei paesi dell’Est

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La fuga di Luca Materazzo è un mistero ma c’è una traccia che porta nei paesi dell’Est dell’Europa. Il rampollo della nota famiglia di costruttori napoletani latitante dal 9 dicembre dello scorso anno si troverebbe in uno dei paesi dell’est Europa raggiunto in autobus da Napoli.
Quelli che partono ogni giorno da via Brin e che ti portano in quei paesi con un biglietto di 90 euro. Luca Materazzo accusato dell’omicidio premeditato del fratello maggiore Vittorio, ucciso il 28 novembre sotto la sua abitazione a Chiaia per motivi legati alla divisione del patrimonio di famiglia lasciato in eredità dal padre Lucio.
Ebbene Luca Materazzo , come è emerso dalle indagini, aveva pianificato tutto, amche la fuga e aveva con se 30mila euro in contanti e una serie di carte di credito prepagate e non collegate ai suoi conti correnti.
Una cifra importante per coprirsi la latitanza che da circa un anno sta riuscendo a mantenere. Gli investigatori dopo aver spulciato tra i filmati delle telecamere di aereoporti e stazioni ferroviarie di mezza Italia si sono concentrati sullo stazione bus di via Brin.
E li avrebbero individuato una persona dalle sue somiglianza che la mattina del 9 dicembre è salito su uno dei bus con occhiali da sole, capelli e barba lunga, cappotto e cappuccio e uno zainetto in spalla. Sulle sue tracce ci sono gli esperti detective della squadra mobile di Napoli.
Nel frattempo i pm Luisanna Figliolia e Francesca De Renzis della Procura di napoli che stanno coordinando le indagini hanno inoltrato un doppio avviso di conclusione indagine.
La prima indirizzata ai suoi legali Gaetano e Maria Luigia Inserra e l’altro invece al penalista Luigi De Vita difensore dell’imprenditore Domenico Giustino, che dovrà difendersi dall’accusa di false dichiarazioni al pm e di favoreggiamento e accusato di aver aiutato Materazzo jr nel periodo in cui pesanti indizi gravavano sul suo conto.
Difeso dal penalista napoletano Luigi De Vita, Domenico Giustino non ci sta e si dice disponibile a chiarire la sua posizione.
Stando a quanto emerge, e secondo quanto riporta Il Mattino, ci sarebbero delle contraddizioni tra quanto dichiarato da Giustino in un primo momento, quando venne sentito come persona informata dei fatti e quanto venuto fuori dai tabulati telefonici.
In sintesi, Giustino avrebbe dichiarato di non aver mai parlato con le sorelle di Luca Materazzo dopo il delitto, un particolare che invece emerge dai contatti telefonici.
Spiega ora l’avvocato De Vita: “Cercheremo di ricostruire date e rapporti avuti tra il mio assistito e componenti della famiglia di Luca Materazzo, anche alla luce di quanto ci viene contestato. Domenico Giustino conosceva la famiglia Materazzo da tempo ma non ha mai ostacolato indagini o coperto la fuga di Luca. Anzi.
I rapporti avuti con l’indagato risalgono a un periodo precedente l’emissione della misura cautelare, quando non era chiara la veste del giovane professionista oggi ricercato per omicidio”.

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