Si è sfiorata la tragedia mercoledì scorso in un carcere in provincia di Varese. “Colpa e conseguenza della protesta sconsiderata e incomprensibile di un detenuto che si è prima gravemente lesionato il corpo e poi ha aggredito quattro poliziotti penitenziari, il più grave dei quali ha avuto 30 giorni di prognosi”, spiega in una nota Alfonso Greco, segretario regionale per la Lombardia del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe. “L’uomo, un detenuto straniero, ha prima minacciato un agente, poi si è lesionato gravemente il corpo e, una volta accompagnato in infermeria, in stato di alterazione e agitazione si è scagliato con violenza contro diversi poliziotti penitenziari, che sono poi ricorsi alle cure del pronto soccorso. Significativi i giorni di prognosi refertati, 30, 17, 10 e 7 giorni – dice Greco – Sono stati momenti di grande tensione e pericolo, gestiti nonostante tutto con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari, nonostante la situazione fosse diventata allarmante proprio per la Polizia Penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici. A loro va la solidarietà del Sappe”.
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