

“Vorrei che la mano di mia figlia, deformata da uno spasmo, fosse vista da chi perde tempo a giocare con la salute dei cittadini”, ha scritto una mamma che assiste la figlia affetta da crisiepilettiche e respiratorie. “Sto centellinando il farmaco per Serena da una decina di giorni, è poco e deve durare a lungo perché la l’FM2 (la varietà di cannabis italiana, ndr) non si trova. Così sono tornate le crisi epilettiche, sparite da mesi. Lei come molti altri pazienti che rispondono solo alla cannabis terapeutica in questi giorni soffre”. Serena ha iniziato la cannabis terapia ad aprile scorso, subito con grandi benefici: “Non ha più avuto crisi epilettiche. Era il miracolo che aspettavamo da 20 anni”. Oggi la mamma sta tornando a sprofondare nel proprio incubo: “Viviamo un dramma, e soffro perché penso che sia solo questione di volontà politica, che per ora non c’è”. Gli appelli di medici e malati (molti afflitti da dolore cronico o epilessia) si moltiplicano. L’ultimo è di Andrea Trisciuoglio, affetto da sclerosi multipla, dell’associazione LapianTiamo. Secondo il dottor Marco Bertolotto, direttore del Centro Terapia del dolore e cure palliative dell’ospedale Santa Corona di Albenga e Pietra Ligure, “senza cannabis medica i pazienti peggiorano. Lo Stato abbandona i deboli alla sofferenza, oppure all’illegalità pur di curarsi”.
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